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La storia

Indice dei contenuti1975 – 1990: Gli inizi1991 – 1998: Tra sfide e opportunità1999 – 2010: La svolta, Exena in Italia e nel Mondo2011 – 2023: Espansione, innovazione, consolidamento2024: Safety runs

1975 – 1990: Gli inizi

Anno 1975. Exena affonda le sue radici storiche in un tempo molto lontano, talmente lontano che l’azienda, come la conosciamo oggi, non esisteva affatto. Alfio Cicchinè, all’epoca, era un ragazzo che ogni giorno si prodigava nell’attività di famiglia, quel calzaturificio artigianale che lo ha introdotto al mondo della produzione calzaturiera. 

La regione Marche, in quel periodo, si era resa famosa in Italia e nel mondo per la grande abilità delle aziende che popolavano il distretto calzaturiero Fermano-Maceratese. Si condividevano know-how, competenze teoriche e tecniche, idee e intuizioni, degli asset intangibili che hanno concretizzato il successo delle aziende marchigiane in quel decennio. Il giovane Alfio è consapevole del potenziale del suo mestiere, ma il contesto dell’azienda familiare non è in linea con le sue aspettative e la sua visione: quello che manca sul mercato è una scarpa adeguata per proteggersi sul lavoro. Per questo motivo decide di scommettere su sé stesso, spostandosi fisicamente dalle Marche ed entrando a far parte di una delle aziende calzaturiere più importanti dell’epoca con l’obiettivo di concentrarsi unicamente sulla produzione di tomaie e incrementare ulteriormente il suo bagaglio già ampio di competenze specifiche. Seguono 15 anni di lavoro intenso che saranno le fondamenta necessarie per quella che, molto tempo dopo, sarà la sua creazione: l’azienda Exena.

1991 – 1998: Tra sfide e opportunità

Dopo la fortunata esperienza al di fuori delle mura “domestiche”, si apre per Alfio uno scenario inedito: l’azienda per cui lavora inizia una politica di off-shoring produttivo e sposta una parte della linea produttiva verso i Balcani, in Albania. Come conseguenza di questa politica aziendale, Alfio decide di fare una deviazione verso la Romania, un cambio di scenario ma soltanto geografico, poiché l’occupazione principale resta sempre la produzione di tomaie. Almeno fino a circa venticinque anni fa, quando un grande marchio internazionale decide di dismettere un macchinario per la produzione di calzature iniettate. All’epoca, il processo di produzione di scarpe con tecnologia ad iniezione diretta era molto costoso, si trattava di una metodologia di lavorazione pionieristica che si discostava molto dalla produzione calzaturiera tradizionale. La macchina per l’iniezione in questione era un vero e proprio investimento ad alto rischio, ma con il supporto di alcune aziende già partner Alfio decide di puntare tutto su questa grande innovazione. Avvalendosi di ordini provenienti da partner importanti, Alfio inizia così una nuova esperienza come produttore di calzature iniettate. Con una grande differenza rispetto al passato: non si producono più calzature tradizionali, ma si creano calzature antinfortunistiche e da lavoro.

Con la contestuale crescita del mercato di riferimento e grazie al supporto delle storiche aziende committenti partner, gli anni Novanta rappresentano un momento chiave nel processo di crescita e consolidamento dell’embrione da cui si genererà Exena. La vera svolta è stata spostare il focus sulle calzature antinfortunistiche iniettate, particolarmente richieste soprattutto nei mercati esteri (sia europei che extraeuropei), contesti di mercato in cui la cultura della calzatura specifica per uso lavoro era già diffusa e ben radicata. Lo spirito imprenditoriale e la voglia di affermazione, il contesto macroeconomico favorevole, la relazione di lungo termine con marchi importanti e riconosciuti, la scelta lungimirante di una nuova metodologia di produzione sono state le condizioni concomitanti che hanno preparato il terreno per l’exploit. La comprensibile titubanza iniziale, in Alfio, viene sopraffatta dalla voglia di creare qualcosa di nuovo, un prodotto finito anziché una semplice tomaia, un progetto aziendale di ampio respiro anziché una semplice dipendenza da committenze esterne. In poche parole, una vera e propria svolta. Questa svolta ha un nome, ed è quello coniato e registrato per la prima volta nel 1998: la svolta si chiama Exena.

1999 – 2010: La svolta, Exena in Italia e nel Mondo

Alfio e i suoi nuovi soci sono i padri fondatori ora al comando di una startup con alle spalle più di vent’anni di esperienza. La nuova mission aziendale è creare calzature antinfortunistiche come non era stato mai fatto in precedenza. Era convinzione diffusa, soprattutto nel mercato italiano, che le scarpe da lavoro fossero esclusivamente scarpe “da cantiere”, con caratteristiche basilari, colori standardizzati, forme grezze e nessuna particolare attenzione al comfort e allo stile. Exena, nell’idea di Alfio e soci, intende proporre qualcosa di diverso ed inedito: la scarpa da lavoro deve essere un prodotto di servizio dalle performance eccellenti, ma si identifica e distingue per l’anima estetica e tecnologicamente avanzata. Per fare questo, è richiesto un sostanziale cambio di paradigma, che condiziona il modo di lavorare in Exena a tutti i livelli, dalla Ricerca & Sviluppo alla Produzione, fino all’Area Vendite. La differenza con il passato è sia formale che sostanziale: il passaggio tra committenze esterne e produzione a marchio proprio è inizialmente impercettibile, ma costante e graduale nel tempo. Iniziano ad arrivare i primi ordinativi importanti, cui fa seguito una serie di investimenti messi in campo, per la prima volta nella storia, dalla neonata azienda. Nel 2002 viene installata la prima macchina ad iniezione, nel 2005 arrivano le prime committenze di alto profilo da clienti esteri, sia all’interno dell’Unione Europea che oltre i confini continentali. Il fatturato, dopo neanche un decennio, sfonda la soglia dei 10 milioni di Euro: il marchio Exena è ormai una solida realtà in Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Ungheria, Benelux e Polonia. Alfio è ora al comando di una multinazionale.

2011 – 2023: Espansione, innovazione, consolidamento

Oggi, Exena è distante anni luce dalla sua forma iniziale. Ha un nome e un marchio, una struttura organizzativa certificata, una catena del valore estesa e consolidata, un quartier generale – a Civitanova Marche – che è il fiore all’occhiello dei fondatori. Il ricambio generazionale ha portato forze fresche all’interno dello staff aziendale ed ha permesso di intraprendere un cammino di innovazione con la forza e l’entusiasmo dei nuovi arrivati sotto la guida saggia dei più esperti. Se fino a pochi anni fa una sola persona svolgeva più mansioni, oggi l’organigramma è ben più esteso: la famiglia Exena si è allargata notevolmente e conta oggi più di 30 dipendenti diretti, senza contare tutti i partner coinvolti nella catena della produzione e degli approvvigionamenti. 

Negli ultimi quindici anni, la crescita è stata esponenziale e a 360 gradi: sono state introdotte nuove linee di prodotto di grande successo, tra cui X-Light (la linea ultraleggera a marchio Exena nel 2011), Spring (la prima linea dedicata interamente al settore sanitario e alimentare nel 2014) e Air Balance (la prima linea in netta controtendenza con il passato), la stock capacity è stata incrementata esponenzialmente per migliorare il servizio, sono state avviate partnership per incrementare la capacità produttiva in vari paesi esteri, tra cui Albania, Romania e Ucraina. Nel 2015 l’acquisizione del marchio SafeWay, specializzato nei settori dell’Ho.Re.Ca, del food industry, dell’hôtellerie e sanitario-assistenziale, ha rappresentato un passaggio importante nel percorso di differenziazione omogenea dell’azienda verso altri segmenti di mercato collegati al mondo della sicurezza sul lavoro. Tutto questo ha avuto come naturale conseguenza che i valori di fatturato, dati alla mano, sono triplicati nel giro di poco più di un decennio.

2024: Safety runs

Oggi, Exena corre verso il futuro con idee chiare e strumenti consolidati in anni di esperienze, progetti, traguardi. Le linee guida sono sintetizzabili in pochi concetti, tanto semplici quanto sfidanti: unire lo stile e il design italiano alle performance tecniche indispensabili per una scarpa da lavoro, senza mai perdere di vista la spinta all’innovazione di prodotto e di processo. Infine, ma non certo per importanza, mantenere un elevato rapporto qualità / prezzo, sia attraverso il monitoraggio puntuale di tutte le fasi essenziali della progettazione e della produzione, sia tramite la massima cura e attenzione verso la clientela attuale e potenziale. 

La ricetta strategica per affrontare le sfide e le opportunità del nuovo millennio si ispira al concetto di movimento, come suggerisce il payoff: affrontiamo l’operatività quotidiana con dinamismo, perché cambiare è il segreto per evolvere e prosperare. Negli ultimi anni, i cambiamenti sono stati molti e molto profondi: oggi Exena è un’azienda certificata ISO 9001, ISO 14001 e, dal 2022, sono state introdotte nuove linee di prodotto d’avanguardia, come Levity-X, ed è stata internalizzata (e resa 100% Made in Italy) la produzione delle linee di stivali antinfortunistici Thunder (in poliuretano) e Nitro (in PVC e gomma nitrilica). Oggi il cambiamento passa attraverso la digitalizzazione dei processi interni per il miglioramento e l’ottimizzazione del rapporto con clienti, fornitori e partner di ogni genere. Il futuro è già oggi: la nuova sede che ospita il quartier generale a Civitanova Marche è la nuova pietra miliare, l’unico elemento di riferimento statico che permette ad Exena di continuare a muoversi, ad evolvere, a correre verso le prossime sfide.

Levity Saturn Scarpa antinfortunistica by Exena

I prodotti Exena

Le linee, il metodo, la produzione.

Controlliamo tutte le fasi essenziali della produzione, a partire dall’indispensabile momento preliminare della certificazione a norma di legge.

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