Come scegliere correttamente le scarpe antinfortunistiche per ambienti freddi (CI) e caldi (HI)?
Per ambienti freddi (CI), scegliere calzature con isolamento termico certificato, fodera in materiali come Thinsulate o pelliccia sintetica, suole isolanti in PU o EVA, e tomaia impermeabile, mentre si deve considerare anche lo spazio interno per calze termiche. Per ambienti caldi (HI), optare per calzature certificate HI con suole resistenti fino a 150°C, materiali riflettenti, proprietà traspiranti e, in caso di rischio di contatto con superfici bollenti, certificazione HRO che garantisce resistenza fino a 300°C. In entrambi i casi, valutare accuratamente i rischi specifici dell’ambiente lavorativo e preferire calzature che mantengano il comfort termico.
Selezione delle calzature antinfortunistiche per ambienti con temperature estreme
Le temperature estreme rappresentano una sfida significativa in molti ambienti di lavoro. Sia il freddo intenso che il calore elevato possono non solo causare disagio, ma anche compromettere la sicurezza e la salute dei lavoratori. Le calzature antinfortunistiche per questi ambienti devono quindi combinare le tradizionali caratteristiche protettive con proprietà termiche specifiche. Comprendere come selezionare correttamente questo tipo di calzature è essenziale per garantire sia la protezione che il comfort dei lavoratori.
Quadro normativo e certificazioni
Prima di analizzare le caratteristiche specifiche, è importante comprendere il quadro normativo che regola le calzature antinfortunistiche per temperature estreme.
La norma EN ISO 20345:2022
La norma EN ISO 20345:2022, recentemente aggiornata con l’emendamento A1 del febbraio 2024, definisce due specifiche certificazioni relative alla protezione termica:
- CI (Cold Insulation): Certifica l’isolamento dal freddo del complesso della suola.
- HI (Heat Insulation): Certifica l’isolamento dal calore del complesso della suola.
Queste certificazioni sono considerate “requisiti supplementari opzionali” e possono essere aggiunte a qualsiasi categoria di calzatura di sicurezza (S1, S2, S3, S4, S5, S6, S7).
Requisiti tecnici per la certificazione CI
Per ottenere la certificazione CI, la calzatura viene sottoposta a un test specifico descritto nella norma ISO 20344:2021:
- La calzatura viene posizionata su una piastra fredda;.
- Si misura la diminuzione di temperatura sulla superficie superiore dell’insole o dell’insock.
- Il decremento di temperatura non deve superare un certo differenziale di temperatura dopo il periodo di test.
Questo garantisce che i piedi del lavoratore rimangano sufficientemente isolati dal freddo proveniente dal suolo.
Requisiti tecnici per la certificazione HI
Per la certificazione HI, il test è descritto nella stessa norma:
- La calzatura viene posizionata su una piastra rovente.
- Si misura l’aumento di temperatura sulla superficie superiore dell’insole o dell’insock.
- Anche in questo caso, l’incremento di temperatura non deve superare un certo differenziale di temperatura dopo 30 minuti.
Questo assicura che il calore esterno non venga trasferito eccessivamente all’interno della calzatura.
Certificazione HRO (Heat Resistance of Outsole)
Oltre alla certificazione HI, esiste un’altra certificazione rilevante per gli ambienti caldi:
- HRO: Certifica la resistenza al calore per contatto della suola fino a 300°C.
Questa certificazione è particolarmente importante in ambienti dove la suola può entrare in contatto con superfici molto calde, come fonderie, acciaierie, o pavimenti appena asfaltati.
Calzature per ambienti freddi (CI)
Le temperature estremamente basse possono causare diversi problemi, dal semplice disagio fino a condizioni mediche serie come congelamenti e ipotermia. Le calzature adeguate sono una barriera essenziale contro questi rischi.
Caratteristiche essenziali per ambienti freddi
1. Isolamento termico certificato
La base di partenza per la scelta di calzature per ambienti freddi è la certificazione CI, che garantisce che la suola offra un adeguato isolamento termico. Tuttavia, questa è solo una delle caratteristiche necessarie per un’efficace protezione dal freddo.
2. Materiali e componenti per l’isolamento termico
La scelta dei materiali è cruciale per garantire un efficace isolamento termico:
- Fodera interna: Materiali come Thinsulate™, pelliccia sintetica, pile tecnico o lana sono eccellenti isolanti termici. La fodera deve coprire completamente l’interno della calzatura, inclusa la zona del puntale.
- Materiali multistrato: I sistemi a più strati intrappolano l’aria, creando un effetto isolante superiore rispetto a un singolo strato spesso.
- Barriere riflettenti: Fogli di alluminio o materiali simili possono essere incorporati nella struttura della calzatura per riflettere il calore corporeo verso l’interno.
- Suole in materiali isolanti: Poliuretano espanso, EVA e materiali simili offrono un migliore isolamento termico rispetto alla gomma compatta o altri materiali densi.
3. Design specifico per il freddo
Il design della calzatura deve considerare diversi aspetti:
- Altezza della tomaia: Modelli più alti (stivaletti o stivali) offrono maggiore protezione contro il freddo e la neve.
- Sistema di chiusura: Deve garantire una tenuta efficace contro l’ingresso di aria fredda, neve o acqua. I sistemi con soffietto o linguetta imbottita sono particolarmente efficaci.
- Colletto imbottito: Un bordo superiore imbottito migliora la tenuta termica e il comfort.
- Spazio interno adeguato: La calzatura deve prevedere spazio sufficiente per calze termiche o doppi calzini, senza compromettere la calzata sicura e la mobilità delle estremità.
4. Impermeabilità e traspirabilità
In ambienti freddi, l’umidità è un nemico tanto quanto il freddo stesso:
- Impermeabilità: La tomaia deve essere impermeabile per impedire l’ingresso di neve, acqua o fanghiglia, che accelererebbero drammaticamente la perdita di calore.
- Traspirabilità controllata: Pur essendo impermeabile, la calzatura dovrebbe permettere un certo grado di evacuazione dell’umidità interna, per evitare l’accumulo di sudore che, raffreddandosi, aumenterebbe la sensazione di freddo.
- Membrane tecniche: Materiali come AquaT® o simili offrono un buon compromesso tra impermeabilità e traspirabilità.
5. Compatibilità con accessori termici
Le calzature per ambienti freddi dovrebbero essere compatibili con:
- Ramponi o catene antiscivolo: Possibilità di montare dispositivi antiscivolo per neve e ghiaccio, quando necessario.
- Calze termiche: Spazio interno sufficiente per calze tecniche isolanti senza comprimere il piede.
- Un discorso a parte merita l’applicazione dei plantari termici: la sostituzione del plantare, anche con un modello dalle prestazioni superiori, fa decadere la certificazione dello specifico modello. In conformità alla norma, la calzatura può essere equipaggiata con un plantare termico solo se non inficia la validità della certificazione CE a norma di legge. Di conseguenza, il plantare deve poter essere certificabile per un determinato articolo o linea.
Settori e applicazioni specifiche per calzature CI
Le calzature con certificazione CI sono particolarmente rilevanti per diversi settori:
Industria alimentare (catena del freddo)
- Contesto: Lavoro in celle frigorifere, impianti di congelamento, manipolazione di prodotti surgelati.
- Temperature tipiche: Da 0°C a -30°C circa.
- Requisiti specifici: Oltre all’isolamento termico, è importante la resistenza allo scivolamento su superfici ghiacciate e la facilità di pulizia per rispettare le norme igieniche.
Lavoro all’aperto in inverno
- Contesto: Costruzioni, manutenzione stradale, silvicoltura, servizi pubblici.
- Temperature tipiche: Variabili in base alla regione geografica, potenzialmente fino a -40°C in alcune aree.
- Requisiti specifici: Resistenza alla penetrazione dell’acqua (WR), robustezza per terreni irregolari, spesso combinati con certificazione S3 per la protezione dalla perforazione.
Industria del freddo e criogenica
- Contesto: Impianti di produzione gas tecnici, laboratori criogenici.
- Temperature tipiche: Fino a temperature estremamente basse in caso di contatto accidentale con azoto liquido o altri gas liquefatti.
- Requisiti specifici: Protezione eccezionale dal freddo, facilità di rimozione rapida in caso di contatto con liquidi criogenici.
Esempio di selezione per ambiente freddo
Scenario: Lavoro in un magazzino frigorifero con temperatura costante di -18°C, pavimento occasionalmente bagnato o ghiacciato, movimentazione di carichi pesanti.
Caratteristiche ideali della calzatura:
- Certificazione CI per l’isolamento dal freddo;
- Categoria S3 per protezione da impatti, perforazione e impermeabilità della tomaia;
- Marcatura SR per resistenza allo scivolamento su superfici scivolose;
- Fodera termica (in Thinsulate™ o materiale equivalente);
- Suola in poliuretano bidensità per migliore isolamento e comfort;
- Design alto (modello B o C) per proteggere la caviglia;
- Sistema di chiusura che permetta regolazioni per adattarsi a calze termiche.
Considerazioni aggiuntive:
- Prevedere la possibilità di utilizzare un doppio strato di calze: uno sottile a contatto con la pelle per gestire l’umidità e uno più spesso per l’isolamento;
- Assicurarsi che la misura sia sufficientemente ampia per accogliere le calze termiche senza comprimere il piede.
Calzature per ambienti caldi (HI)
Gli ambienti di lavoro caratterizzati da temperature elevate presentano rischi specifici, tra cui ustioni, affaticamento termico e alterazioni della percezione che possono aumentare il rischio di infortuni. Le calzature appropriate contribuiscono significativamente al miglioramento della protezione e del comfort percepito.
Caratteristiche essenziali per ambienti caldi
1. Isolamento termico certificato
La certificazione HI rappresenta il punto di partenza, garantendo che la suola limiti il trasferimento di calore dal suolo al piede. Per ambienti particolarmente impegnativi, questa certificazione dovrebbe essere considerata imprescindibile.
2. Materiali resistenti al calore
La scelta dei materiali è determinante:
- Tomaia: Cuoio pieno fiore trattato termicamente, materiali aramidici (come il Kevlar®) o polimeri speciali resistenti al calore.
- Suola: Gomma nitrilica, neoprene o composti speciali resistenti al calore. Per ambienti con rischio di contatto con superfici molto calde (>150°C), è necessaria una suola con certificazione HRO.
- Fodera: Materiali tecnici che combinano resistenza al calore e capacità di gestione dell’umidità, come fibre di para-aramide o tessuti con fibre di ceramica.
- Rinforzi: Elementi protettivi aggiuntivi nelle aree più esposte al calore, realizzati in materiali altamente resistenti alle temperature elevate.
3. Design specifico per il calore
Il design della calzatura deve considerare diversi aspetti specifici:
- Riduzione delle cuciture: Le cuciture sono punti di potenziale debolezza quando esposte al calore; un design con cuciture minime o posizionate in aree meno esposte migliora la durabilità.
- Protezioni aggiuntive: Coperture per la zona di allacciatura, pattine protettive, e altri elementi che riducono l’esposizione di parti vulnerabili della calzatura.
- Sistema di chiusura resistente al calore: Elementi metallici o polimerici resistenti alle alte temperature, posizionati per minimizzare il contatto diretto con fonti di calore.
- Profilo della suola: Design che massimizza la distanza tra il piede e la superficie calda, aumentando l’isolamento termico.
4. Gestione della traspirazione
In ambienti caldi, la gestione efficace dell’umidità interna è cruciale:
- Materiali traspiranti: Anche in ambienti caldi, la traspirabilità della tomaia è importante per evitare l’accumulo di umidità che può causare vesciche e disagio.
- Sistemi di ventilazione: Alcune calzature incorporano fodere interne con canali di ventilazione o zone permeabili all’aria per migliorare la circolazione interna.
- Sottopiedi assorbenti e traspiranti: L’applicazione di plantari che assorbono efficacemente il sudore e permettono la sua evaporazione è raccomandabile.
5. Resistenza alla degradazione termica
L’esposizione continuativa al calore può accelerare la degradazione dei materiali:
- Resistenza all’invecchiamento termico: I materiali devono mantenere le loro proprietà meccaniche anche dopo esposizione prolungata a temperature elevate.
- Stabilità dimensionale: I componenti della calzatura non devono deformarsi o restringersi quando esposti al calore.
- Resistenza all’ossidazione: Particolarmente importante per componenti metallici esposti a temperature elevate.
Settori e applicazioni specifiche per calzature HI
Le calzature con certificazione HI sono particolarmente rilevanti in diversi settori:
Industria metallurgica e fonderie
- Contesto: Lavoro in prossimità di metalli fusi, forni, colate.
- Temperature tipiche: Ambiente fino a 50-60°C, con rischio di contatto con superfici a temperature molto più elevate.
- Requisiti specifici: Oltre alla certificazione HI, è fondamentale la certificazione HRO e, in alcuni casi, la protezione metatarsale (M) per il rischio di caduta di materiale incandescente sul collo e sul dorso del piede.
Industria del vetro e ceramica
- Contesto: Produzione di vetro, ceramica, lavoro con forni ad alta temperatura.
- Temperature tipiche: Ambienti a 40-50°C, con aree a temperature molto più elevate.
- Requisiti specifici: Resistenza a schizzi di materiale caldo, protezione del collo del piede, facilità di rimozione rapida.
Pavimentazione e asfaltatura
- Contesto: Posa di asfalto, lavori su superfici appena asfaltate.
- Temperature tipiche: Contatto con superfici fino a 180-200°C.
- Requisiti specifici: Suola resistente al calore (HRO), resistenza agli idrocarburi (FO), design che permetta di lavorare in ginocchio o accovacciati.
Vigili del fuoco e squadre di emergenza
- Contesto: Operazioni di spegnimento incendi, soccorso in ambienti ad alta temperatura.
- Temperature tipiche: Estremamente variabili, potenzialmente molto elevate in caso di incendio.
- Requisiti specifici: Per questa applicazione esistono norme specifiche (come la EN 15090) più rigorose della normale certificazione HI.
Esempio di selezione per ambiente caldo
Scenario: Lavoro in una fonderia con temperatura ambiente di circa 40°C, occasionale prossimità a metalli fusi, rischio di caduta di materiali caldi e pavimenti potenzialmente contaminati da oli.
Caratteristiche ideali della calzatura:
- Certificazione HI per l’isolamento dal calore;
- Certificazione HRO per la resistenza al calore per contatto della suola;
- Categoria S3 per protezione completa, inclusa perforazione;
- Protezione metatarsale (M) per proteggere il collo del piede da caduta di materiali caldi;
- Tomaia in cuoio pieno fiore trattato termicamente o materiali aramidici;
- Suola in gomma nitrilica con certificazione HRO e resistenza agli olii (FO);
- Fodera interna in materiale tecnico resistente al calore con buone proprietà di gestione dell’umidità.
Considerazioni aggiuntive:
- Prevedere l’uso di calze tecniche specifiche per ambienti caldi, che favoriscano la traspirazione e l’evaporazione del calore corporeo;
- Considerare un programma di sostituzione più frequente rispetto a calzature utilizzate in condizioni standard.
Sfide specifiche in temperature estreme
Gestione dell’umidità e comfort
Sia in ambienti freddi che caldi, la gestione dell’umidità interna della calzatura rappresenta una sfida significativa:
In ambienti freddi
- Problema: Il sudore che non viene evacuato si raffredda, aumentando la sensazione di freddo e, in casi estremi, causando congelamenti.
- Soluzione: Sistema a strati che allontani l’umidità dalla pelle (calze tecniche + fodera traspirante), in combinazione con buon isolamento termico.
- Considerazioni pratiche: Prevedere calzature più ampie per accogliere calze termiche senza compromettere la circolazione.
In ambienti caldi
- Problema: L’accumulo di sudore può causare vesciche, irritazioni e scivolamento del piede all’interno della calzatura.
- Soluzione: Materiali traspiranti, sistemi di ventilazione, sottopiedi assorbenti e trattamenti antimicrobici.
- Considerazioni pratiche: Pianificare cambi di calze durante i turni prolungati e permettere l’asciugatura completa delle calzature tra un utilizzo e l’altro.
Adattabilità a condizioni variabili
Molti ambienti di lavoro presentano variazioni significative di temperatura durante la giornata o in diverse aree dello stesso stabilimento:
Strategie per condizioni variabili
- Calzature multizonali: Alcuni modelli avanzati presentano zone con diversi livelli di isolamento o ventilazione, che si adattano alle condizioni variabili.
- Sistemi modulari: Calzature con componenti rimovibili (come sottopiedi termici o fodere) che possono essere aggiunti o rimossi in base alle condizioni.
- Rotazione programmata: In alcuni contesti, può essere utile prevedere la disponibilità di diverse tipologie di calzature per adattarsi alle diverse condizioni durante il turno di lavoro.
Equilibrio tra protezione termica e altre funzionalità
Una sfida significativa, che solo i produttori di calzature antinfortunistiche e da lavoro più all’avanguardia possono fronteggiare, è mantenere tutte le necessarie caratteristiche protettive ottimizzate per le temperature estreme:
Possibili compromessi
- Peso e agilità: L’isolamento termico spesso aumenta il peso e può ridurre la flessibilità della calzatura.
- Durata: Alcuni materiali con eccellenti proprietà termiche possono avere una durabilità inferiore in condizioni di uso intensivo.
- Costo: Le calzature con certificazioni specifiche come HI o CI, specialmente se combinate con altre protezioni, tendono ad avere un costo più elevato.
Approccio metodologico alla selezione
La scelta delle calzature appropriate per ambienti con temperature estreme deve seguire un approccio sistematico:
1. Analisi dettagliata dei rischi
La valutazione dovrebbe considerare:
- Temperatura media dell’ambiente: Determinare, caso per caso, se è necessaria la protezione dal freddo o dal calore. Il disciplinare di riferimento è in ogni caso il documento di valutazione dei rischi, che è redatto per ogni azienda.
- Picchi di temperatura: Identificare eventuali esposizioni a temperature particolarmente elevate o basse, anche se per brevi periodi.
- Fonti di calore/freddo: Distinguere tra temperatura ambiente e possibilità di contatto con superfici estremamente calde o fredde.
- Altri rischi presenti: Identificare la necessità di protezioni aggiuntive (impatti, perforazione, agenti chimici, ecc.).
- Durata dell’esposizione: Valutare per quanto tempo il lavoratore sarà esposto alle temperature estreme.
2. Verifica delle certificazioni appropriate
Assicurarsi che le calzature considerate dispongano delle certificazioni necessarie:
- CI per ambienti freddi: Verificare che sia stata testata la resistenza alle basse temperature.
- HI per ambienti caldi: Controllare che sia certificata la capacità di isolare dal calore.
- HRO quando necessario: Per ambienti con rischio di contatto con superfici molto calde (>150°C).
- Altre certificazioni rilevanti: S3 per protezione completa, WR per impermeabilità totale, ecc.
3. Valutazione dei materiali e delle tecnologie
Analizzare attentamente le schede tecniche dei prodotti:
- Materiali utilizzati: Verificare che siano adatti alle condizioni specifiche.
- Tecnologie proprietarie: Valutare l’efficacia di eventuali tecnologie specifiche del produttore.
- Test indipendenti: Cercare risultati di test che vadano oltre le certificazioni minime richieste.
4. Considerazione dell’ergonomia e del comfort
- Peso della calzatura: Un peso eccessivo può accelerare l’affaticamento, specialmente in ambienti già impegnativi.
- Flessibilità: Una calzatura troppo rigida può rendere difficoltosa la camminata e aumentare l’affaticamento.
- Adattabilità alla morfologia del piede: Considerare la disponibilità di diverse larghezze o forme per adattarsi a diverse tipologie di piede.
5. Test sul campo
Quando possibile, è altamente consigliabile testare le calzature in condizioni reali prima dell’adozione su larga scala:
- Periodo di prova: Fornire alcuni campioni a lavoratori selezionati per un periodo di prova.
- Feedback strutturato: Raccogliere opinioni su comfort, efficacia della protezione termica e problemi riscontrati.
- Adattamenti: Valutare eventuali modifiche necessarie da apportare in fase di progettazione (ad esempio, diversi sottopiedi) o per il mero utilizzo (es. utilizzare calze differenti).
Casi di studio pratici
Per illustrare l’applicazione pratica dei principi discussi, esaminiamo alcuni casi di studio realistici:
Caso 1: Celle frigorifere industriali
Scenario: Operatore che lavora in un magazzino frigorifero a -25°C, con turni di 6 ore e brevi pause in ambiente a temperatura normale.
Rischi specifici:
- Temperature estremamente basse per periodi prolungati;
- Pavimenti potenzialmente ghiacciati;
- Manipolazione di prodotti surgelati;
- Necessità di mantenere la destrezza per operazioni di picking.
Soluzione ottimale:
- Stivali con certificazione CI;
- Categoria S3 per protezione completa;
- Altezza media (design C) per proteggere la caviglia;
- Fodera in Thinsulate™ 600g o equivalente;
- Suola in poliuretano bidensità con profilo autopulente;
- Resistenza allo scivolamento certificata SR o SRC a seconda della norma di riferimento;
- Sistema di chiusura rapida manipolabile anche con guanti spessi;
- Taglia leggermente maggiore del normale per accogliere calze termiche spesse.
Strategie complementari:
- Utilizzo di calze tecniche a doppio strato;
- Pausa di 15 minuti ogni 2 ore in ambiente riscaldato;
- Ispezione quotidiana della calzatura per verificare l’assenza di umidità residua;
- Rotazione di due paia di calzature per permettere la completa asciugatura.
La gamma prodotti Exena, tra le più complete sul mercato, annovera alcune linee progettate e costruite appositamente per essere performanti e durature in simili contesti ambientali freddi, coniugando affidabilità e comfort. Il primo riferimento è inevitabilmente alla linea Professional: i modelli più indicati (e anche più richiesti) sono Gold_24 e Silver_24, entrambi certificati CI e in grado di accogliere anche i piedi più esigenti grazie alla suola Mondopoint 12 a pianta larga, ideale anche per inserire calze tecniche per una migliore protezione dal freddo. La linea Storm, allo stesso modo, contempla i modelli Everest (nelle versioni Brown, Green e Black), Sibilla e Vettore. Infine, ma non certo per importanza, i due modelli con fodera in lana sintetica Toronto e Terranova (della linea Tornado) rappresentano ottime alternative entry level per la necessaria sicurezza in ambienti freddi e ostili.
Caso 2: Impianto siderurgico
Scenario: Operatore in acciaieria con temperatura ambiente di 45-50°C, occasionale prossimità a metallo fuso e superfici a temperature elevate.
Rischi specifici:
- Temperatura ambiente costantemente elevata;
- Rischio di contatto con superfici metalliche molto calde;
- Possibili schizzi di metallo fuso;
- Pavimenti potenzialmente contaminati da oli.
Soluzione ottimale:
- Calzature con certificazione HI e HRO;
- Categoria S3 con protezione metatarsale (M);
- Tomaia in cuoio pieno fiore con trattamento termico;
- Suola in gomma nitrilica resistente al calore e agli oli;
- Fodera interna in materiale tecnico con trattamento antimicrobico;
- Sistema di chiusura protetto da pattina resistente al calore;
- Sottopiede assorbente con capacità di evacuazione del sudore.
Strategie complementari:
- Rotazione di calzature durante la giornata per permettere l’asciugatura;
- Utilizzo di calze tecniche specifiche per alte temperature;
- Ispezione regolare per rilevare segni di degradazione termica dei materiali;
- Programma di sostituzione più frequente rispetto a calzature standard.
Anche per queste specifiche necessità professionali ed ambientali, la gamma prodotti Exena fornisce alternative di prim’ordine all’interno della linea Professional: Lipari_23 è un ottimo baluardo difensivo contro il calore e le scintille incandescenti, grazie alla pattina antifiamma anteriore e alle cuciture in kevlar. Allo stesso modo, Weld protegge efficacemente da fiamme, calore da contatto e anche da urti accidentali frontali, poiché la pattina frontale è anche certificata in classe “M” come protezione metatarsale. Per utilizzi specifici, come per la posa dell’asfalto e altre mansioni da svolgere su superfici arroventate, il modello ideale è Durazis, con suola certificata HRO.
Considerazioni economiche e di sostenibilità
Analisi costi-benefici
Le calzature con protezione termica specifica tendono ad avere un costo superiore, ma è importante considerare:
- Durata effettiva: In condizioni estreme, calzature non adeguate potrebbero deteriorarsi rapidamente, rendendo più economico nel lungo periodo investire in prodotti specifici di qualità (tra i quali figurano quelli elencati al paragrafo precedente);
- Produttività: Calzature adeguate alle temperature estreme riducono l’affaticamento e migliorano il comfort, con potenziali benefici in termini di produttività;
- Riduzione delle assenze: Una protezione efficace riduce il rischio di problemi di salute legati alle temperature estreme (congelamenti, stress da calore, ecc.);
- Fidelizzazione del personale: La percezione che l’azienda investa nella sicurezza e nel comfort può contribuire alla fidelizzazione del personale, riducendo i costi di turnover.
Sostenibilità ambientale
Anche per le calzature destinate a temperature estreme, la sostenibilità sta diventando un criterio importante:
- Durabilità: Prodotti più durevoli, anche se più costosi inizialmente, hanno un impatto ambientale inferiore nel ciclo di vita complessivo.
- Riciclabilità: Exena, come gli altri produttori di riferimento nel settore delle calzature da lavoro, punta sulla progettazione per facilitare la separazione dei componenti a fine vita, per un migliore riciclaggio soprattutto delle calzature con caratteristiche speciali e certificate per resistere al freddo e al caldo estremi.
Protocolli di manutenzione e sostituzione
La corretta manutenzione è particolarmente importante per le calzature utilizzate in temperature estreme:
Per ambienti freddi
- Asciugatura completa: Le calzature devono essere completamente asciugate tra un utilizzo e l’altro, ma non esposte a fonti di calore dirette che potrebbero danneggiare i materiali.
- Ispezione regolare: Controllo dell’integrità dell’isolamento e dell’impermeabilità, con particolare attenzione a cuciture e sistemi di chiusura.
- Trattamenti impermeabilizzanti: l’applicazione periodica di trattamenti che mantengano l’impermeabilità della tomaia può ridurre gli effetti dell’usura in condizioni operative non eccezionali.
- Sostituzione degli accessori: I sottopiedi e altri componenti rimovibili potrebbero richiedere sostituzione più frequente rispetto alla calzatura completa. In questo caso, si raccomanda come di consueto di rivolgersi al produttore per sostituire adeguatamente le parti sostituibili, per non rischiare di inficiare la validità del certificato CE applicando ricambi non conformi.
Per ambienti caldi
- Pulizia da residui: Rimozione regolare di polveri, oli o altri contaminanti che potrebbero degradarsi con il calore.
- Ispezione della suola: Controllo frequente per rilevare segni di degradazione termica o deformazioni delle tassellature e delle scanalature.
- Ventilazione: Le calzature devono essere adeguatamente ventilate dopo l’uso per eliminare l’umidità interna.
- Monitoraggio dell’invecchiamento termico: I materiali esposti continuativamente al calore possono deteriorarsi anche in assenza di segni visibili esterni.
Formazione e sensibilizzazione degli utilizzatori
L’efficacia delle calzature per temperature estreme dipende in larga misura dalla corretta comprensione e utilizzo da parte dei lavoratori:
Elementi chiave della formazione
- Riconoscimento dei rischi: il primo e più importante aspetto è sempre informare i lavoratori sui pericoli specifici legati alle temperature estreme e sulle possibili conseguenze. In alcuni sistemi normativi, come in quello italiano, questo è un procedimento obbligatorio per legge, soprattutto in alcuni lavori considerati “usuranti”;
- Limitazioni della protezione: conseguentemente al punto precedente, la formazione obbligatoria dovrebbe sempre puntualizzare che anche le migliori calzature hanno limiti di protezione e non eliminano completamente i rischi.
- Corretta vestizione: occorre che i produttori di calzature antinfortunistiche, in primis, diano istruzioni su come indossare correttamente le calzature, incluso specificare come integrare il comfort e la protezione tramite l’uso di calze appropriate.
- Manutenzione quotidiana: Le procedure usuali, semplici ma efficaci, per la cura quotidiana delle calzature è sempre una buona prassi da seguire, a prescindere dalle comunicazioni obbligatorie per legge;
- Riconoscimento dei segni di deterioramento: Indicatori che segnalano quando la calzatura non offre più una protezione adeguata sono oggi molto più frequenti che in passato, e vanno monitorati per massimizzare l’efficacia di ogni scarpa antinfortunistica e da lavoro.
Conclusioni: approccio integrato alla protezione termica
La selezione delle calzature appropriate per ambienti con temperature estreme deve essere parte di una strategia complessiva di protezione:
Protezione multilivello
- Sistema di protezione individuale integrato: Le calzature devono integrarsi con altri DPI (indumenti termici, guanti, ecc.) per fornire una protezione completa.
- Misure organizzative: Rotazione del personale, pause programmate e alternanza tra aree a temperature diverse possono ridurre l’esposizione.
- Controlli tecnici: Ove possibile, interventi tecnici sull’ambiente (isolamento, barriere, ventilazione) possono ridurre l’esposizione alle temperature estreme.
Approccio personalizzato
La variabilità individuale nella tolleranza alle temperature estreme è significativa. Un approccio che consideri le caratteristiche personali può migliorare significativamente l’efficacia della protezione:
- Acclimatazione: Programmi di acclimatazione graduale per i lavoratori che iniziano a operare in ambienti con temperature estreme.
- Considerazione delle condizioni mediche: Adattamenti specifici per lavoratori con condizioni mediche rilevanti (problemi circolatori, diabete, ecc.).
- Preferenze individuali: Quando possibile, considerare le preferenze personali nella selezione tra diverse opzioni equivalenti dal punto di vista della protezione.
Valutazione continua
La protezione dalle temperature estreme non è un obiettivo statico, ma richiede un processo continuo di valutazione e miglioramento:
- Monitoraggio dell’efficacia: Raccolta sistematica di feedback sull’efficacia delle calzature in uso.
- Aggiornamento tecnologico: Mantenere l’attenzione sulle nuove tecnologie e materiali che potrebbero offrire protezione migliore.
- Adattamento ai cambiamenti: Rivalutare le scelte in caso di modifiche al processo produttivo, all’ambiente di lavoro o all’organizzazione del lavoro.
In definitiva, la scelta delle calzature antinfortunistiche per ambienti con temperature estreme deve basarsi su un’attenta analisi dei rischi specifici, la verifica delle certificazioni appropriate, la considerazione del comfort e dell’ergonomia, e l’integrazione in una strategia complessiva di protezione termica. Solo attraverso questo approccio metodologico è possibile garantire che i lavoratori siano adeguatamente protetti dai rischi associati a condizioni di freddo o caldo estremo, mantenendo al contempo un livello accettabile di comfort e produttività.
