Che differenza c’è tra le classi S4 e S5 per gli stivali antinfortunistici?
La principale differenza tra gli stivali S4 e S5 è che entrambi sono realizzati interamente in gomma o polimero, ma gli S5 aggiungono due protezioni fondamentali: una lamina antiperforazione nella suola e un battistrada con rilievi (tassellato). Gli S4 offrono protezione base con puntale 200J, proprietà antistatiche e assorbimento di energia nel tallone, mentre gli S5 forniscono protezione completa per ambienti difficili come cantieri, agricoltura o industria con presenza di liquidi e rischi di perforazione.
Stivali di sicurezza S4 e S5: caratteristiche, differenze e applicazioni
Gli stivali antinfortunistici rappresentano una particolare categoria di calzature di sicurezza, progettati specificamente per proteggere i piedi in ambienti di lavoro caratterizzati da condizioni difficili, come presenza di acqua, fango, prodotti chimici o altri contaminanti. All’interno di questa categoria, le classi S4 e S5 identificano due diversi livelli di protezione, ciascuno adatto a specifici contesti lavorativi e rischi.
Inquadramento normativo: EN ISO 20345:2022
Prima di esaminare le differenze specifiche tra gli stivali S4 e S5, è importante comprendere il quadro normativo che ne definisce le caratteristiche. La norma europea EN ISO 20345:2022, recentemente aggiornata con l’emendamento A1 del febbraio 2024 (recepito in Italia come UNI EN ISO 20345:2024), stabilisce i requisiti per tutte le calzature di sicurezza, inclusi gli stivali.
Questa normativa distingue le calzature di sicurezza in due classi principali in base ai materiali di costruzione:
- Classe I: Calzature realizzate in pelle o altri materiali, escludendo le calzature interamente in gomma o in materiale polimerico.
- Classe II: Calzature interamente in gomma (ad esempio completamente vulcanizzate) o interamente in polimero (ad esempio completamente stampate).
Gli stivali S4 e S5 appartengono alla Classe II, essendo realizzati interamente in gomma o materiali polimerici. Questa caratteristica li rende intrinsecamente impermeabili, un vantaggio fondamentale in ambienti bagnati o contaminati.
Caratteristiche comuni agli stivali S4 e S5
Prima di analizzare le differenze, è utile comprendere le caratteristiche che accomunano gli stivali S4 e S5:
1. Materiali di costruzione
Entrambe le categorie sono realizzate interamente in gomma (vulcanizzata) o materiali polimerici (come PVC o poliuretano) attraverso processi di stampaggio o vulcanizzazione. Questo li rende:
- Impermeabili: La struttura monolitica impedisce qualsiasi infiltrazione d’acqua.
- Resistenti a molti agenti chimici: A seconda della composizione del materiale utilizzato e delle percentuali di additivi presenti, possono resistere a vari agenti chimici, oli minerali e grassi;
- Facilmente lavabili: Possono essere puliti rapidamente e completamente, un vantaggio ideale in ambienti che richiedono frequente igienizzazione.
2. Puntale di sicurezza
Entrambe le categorie devono essere dotate di un puntale di sicurezza che protegge le dita dei piedi da impatti di energia pari a 200 Joule e forze di compressione di 15 kN (corrispondenti a circa 1.500 kg). Entrambi gli inserti sono tradizionalmente in acciaio, ma sempre più spesso sono realizzati in materiale composito o alluminio per ridurre il peso.
3. Proprietà antistatiche (A)
Entrambe le categorie devono avere proprietà antistatiche, cioè devono avere una resistenza elettrica compresa tra 100 kΩ e 1000 MΩ e devono poter prevenire l’accumulo di cariche elettrostatiche, per minimizzare il rischio di scintille in ambienti potenzialmente esplosivi.
4. Assorbimento di energia nella zona del tallone (E)
Entrambe le categorie devono permettere l’assorbimento di energia nella zona del tallone (di almeno 20J di energia), riducendo l’impatto delle sollecitazioni alla colonna vertebrale durante la camminata e riducendo l’affaticamento e il rischio di lesioni muscolo-scheletriche.
5. Resistenza agli oli e idrocarburi (FO)
La suola di entrambe le categorie deve essere resistente agli oli minerali e agli idrocarburi. Secondo i criteri stabiliti dalla normativa, il test di resistenza specifico prevede che l’aumento di volume dopo immersione in olio di prova non deve superare il 12%. Questo minimizza l’effetto della contaminazione da oli industriali in ambienti
Differenze fondamentali tra stivali S4 e S5
Dopo aver identificato i punti in comune, le differenze chiave che distinguono gli stivali S5 dagli S4 sono la resistenza alla perforazione e la presenza di rilievi nella suola.
1. Resistenza alla perforazione
Gli stivali S5 sono dotati di un inserto antiperforazione che protegge il piede da oggetti appuntiti che potrebbero penetrare attraverso la suola, cosa che non è prevista negli stivali in classe di protezione S4. La resistenza alla perforazione deve essere, per norma di legge, di almeno 1100 N di forza applicata e l’inserto deve proteggere l’intera area plantare, con specifiche dimensioni minime definite dalla normativa. L’inserto certificato può essere realizzato in acciaio (indicato nella sigla di protezione con la lettera P) o in altro materiale sintetico non metallico: la resistenza fornita può essere di tipo PS (dove S sta per Strong, cioè forte) o PL (cioè Light). I due tipi di resistenza, come spiegato in questo articolo, differiscono per la tipologia di chiodo utilizzato per il test.
2. Suola con rilievi (tassellata)
Un’altra differenza fondamentale è che gli stivali S5 sono dotati di una suola con rilievi (cleats), mentre per gli S4 questo non è un requisito obbligatorio. Questi rilievi devono avere un’altezza minima, tipicamente non inferiore a 4 mm per gli stivali di Classe II. Come mostrato nella figura 36 della normativa ISO 20344:2021, i rilievi devono essere aperti sui lati, al fine di migliorare sensibilmente la trazione su superfici irregolari (fangose o scivolose).
Confronto dettagliato tra S4 e S5 secondo la normativa
Per una comprensione più chiara delle differenze, ecco una tabella comparativa delle caratteristiche degli stivali S4 e S5 secondo la normativa EN ISO 20345:2022:
| Requisito | S4 | S5 |
| Puntale di sicurezza (200J/15kN) | ✓ | ✓ |
| Calzatura interamente in gomma o polimero (Classe II) | ✓ | ✓ |
| Proprietà antistatiche (A) | ✓ | ✓ |
| Assorbimento di energia nel tallone (E) | ✓ | ✓ |
| Resistenza agli oli e idrocarburi (FO) | ✓ | ✓ |
| Lamina antiperforazione (P/PL/PS) | ✗ | ✓ |
| Suola con rilievi (tassellata) | ✗ | ✓ |
Scelta tra S4 e S5: considerazioni pratiche
La decisione tra stivali S4 e S5 dovrebbe basarsi su una valutazione accurata dei rischi specifici dell’ambiente di lavoro e delle esigenze dell’utilizzatore.
Gli stivali S4 sono generalmente più adatti per ambienti umidi o bagnati ma senza rischi significativi di perforazione. Ne sono esempi frequenti:
- L’industria alimentare e lavorazione di prodotti agricoli;
- Gli ambienti di lavorazione del pesce e frutti di mare;
- Il settore caseario;
- Le cucine industriali e per la ristorazione collettiva.
Per le attività che richiedono frequenti operazioni di pulizia e igienizzazione, gli stivali in classe di protezione S4 sono ottimali. Si pensi, ad esempio:
- Ai laboratori;
- Agli ambienti dell’Industria farmaceutica;
- Alle strutture ospedaliere e sanitarie.
Infine, indossare uno stivale in classe di protezione S4 è preferibile per lo svolgimento di mansioni non statiche ma per le quali è richiesta una elevata protezione impermeabile:
- Il giardinaggio e manutenzione del verde urbano;
- I lavaggi industriali e le pulizie su larga scala (ad esempio, di capannoni);
- Le attività di lavaggio e sanificazione.
Gli stivali S4 potrebbero essere preferiti anche quando la leggerezza e la flessibilità sono prioritarie o la mansione svolta, per sua natura, non comporta il rischio di calpestare oggetti appuntiti. Un esempio tratto dalla gamma Exena potrebbe essere lo stivale Nemesi, in PVC e gomma nitrilica, progettato e sviluppato per l’industria alimentare. Offre impermeabilità completa e facilità di pulizia, mantenendo un peso contenuto grazie all’assenza della lamina antiperforazione.
Quando scegliere gli stivali S5
Gli stivali antinfortunistici in classe di protezione S5 rappresentano, in primis, la scelta ottimale per ambienti con rischio combinato di umidità e oggetti perforanti. La preferenza va inevitabilmente a questo tipo di stivali da lavoro nel caso:
- di cantieri edili (soprattutto se in presenza di acqua o fango);
- di ambienti dell’industria pesante, con pavimenti irregolari o detriti appuntiti;
- di ambienti legati all’agricoltura e all’allevamento;
- di discariche e impianti di trattamento rifiuti.
La classe di protezione S5 negli stivali, allo stesso modo, fornisce adeguata copertura in tutti quei contesti outdoor che sono per loro natura rischiosi, come i lavori stradali o ferroviari, le attività forestali o in zone boschive e la manutenzione di impianti e infrastrutture all’esterno.
In secondo luogo, vien da sé che questo tipo di stivali sia particolarmente indicato per contesti e ambienti di lavoro con esposizione a contaminazione da liquidi e, al contempo, a rischi meccanici. Si pensi ad ambienti come quelli affrontati quotidianamente da operatori dell’industria chimica, da addetti dell’industria petrolifera (come chi lavora nelle piattaforme offshore o negli impianti di rigassificazione) ma anche ai soccorritori dei corpi di emergenza e di protezione civile, il cui compito è reso ancor più complesso dalle condizioni ambientali.
In definitiva, gli stivali S5 sono consigliati quando:
- È possibile la presenza di chiodi, schegge di vetro o metallo, o altri oggetti appuntiti;
- Il terreno è irregolare, fangoso o scivoloso;
- È richiesto il massimo livello di protezione per la presenza di acqua o liquidi contaminanti.
Le linee Nitro e Thunder di Exena sono un esempio di stivali S5 che combinano leggerezza e resistenza, per massimizzare la sicurezza in ambienti di lavoro impegnativi.
Materiali e tecnologie: impatto sulle prestazioni
I materiali con cui sono realizzati gli stivali S4 e S5 hanno un impatto significativo sulle loro prestazioni complessive. I principali materiali utilizzati sono:
1. PVC (Cloruro di Polivinile)
Il cloruro di polivinile, più conosciuto con l’acronimo PVC, è un polimero che trova ampia applicazione in moltissimi oggetti di uso comune. Nel settore calzaturiero, trova ampia applicazione per la creazione di stivali sia antinfortunistici che generici e presenta una serie di caratteristiche specifiche:
- Vantaggi: Il PVC è un materiale economico, ha una buona resistenza chimica ed è facile da pulire e manutenere;
- Limitazioni: con il passare del tempo e soprattutto in contesti di basse temperature può diventare rigido e screpolarsi, ed ha una durabilità tendenzialmente inferiore rispetto ad altri materiali.
Tipicamente, questo composto è utilizzato per la produzione di stivali in classe di protezione S4 o anche S5 (in ambienti con esposizione occasionale o limitata a contaminanti chimici).
2. Gomma nitrilica
La gomma NBR detta più frequentemente nitrilica è un altro polimero sintetico che, nella produzione calzaturiera, viene combinato al PVC per ottenere un composto ottimizzato per la creazione di stivali. Anch’esso presenta caratteristiche peculiari:
- Vantaggi: Ha un’eccellente resistenza ad una vasta gamma di sostanze chimiche, tra cui olii animali e vegetali, grassi, solventi ed idrocarburi alifatici, gas (metano e gpl), acqua e soluzioni saline;
- Limitazioni: Presenta un costo più elevato in virtù delle lavorazioni industriali necessarie per produrlo ed ha un peso relativamente alto.
Se vulcanizzato con il PVC permette di ottenere un polimero dalle caratteristiche tecniche molto versatili, eccellente per la produzione di stivali nelle classi di protezione S4 ed S5 per ambienti con forte presenza di oli o prodotti chimici aggressivi.
3. Poliuretano (PU)
Poliuretano (PU) è la definizione ampia di una vasta gamma di polimeri, tutti accomunati dall’essere reticolati termoindurenti. Gli elementi base di creazione di un poliuretano sono il poliolo e l’isocianato, due elementi che combinati in percentuali diverse possono generare dei materiali molto diversi per densità, flessibilità e duttilità. Nel settore delle calzature, il poliuretano trova una vastissima applicazione sia per le suole che per altre parti della calzatura in generale, ma è anche utilizzato per creare stivali di alta gamma e qualità.
- Vantaggi: Il poliuretano utilizzato per produrre stivali è molto leggero e flessibile, e garantisce un isolamento termico più che ottimale anche alle temperature più basse (tanto da poter essere certificato come CI, cioè resistente al freddo). Nondimeno, presenta una resistenza all’abrasione molto buona;
- Limitazioni: Per contro, la resistenza chimica è limitata rispetto alla gomma nitrilica, dal momento che una calzatura in PU può degradarsi per idrolisi in condizioni di umidità prolungata.
Il poliuretano è l’elemento essenziale per la creazione di stivali antinfortunistici di alta gamma per comfort e leggerezza. Pur avendo un prezzo leggermente superiore, in media, rispetto a quelli in PVC e gomma nitrilica, gli stivali in PU, tra cui quelli della linea Thunder di Exena, sono molto migliori per performance e caratteristiche tecniche.
4. Materiali compositi e tecnologie avanzate
La maggior parte dei produttori, tra i quali anche Exena, scelgono di usare l’acciaio per le parti dello stivale che sono oggetto di certificazione di sicurezza a norma di legge (EN ISO 20345:2022 + A1:2024). Per il puntale antischiacciamento e la lamina antiperforazione, in particolare, l’acciaio è un materiale versatile e resistente, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Recentemente, stanno via via diffondendosi sul mercato anche stivali antinfortunistici e da lavoro a cui sono applicati inserti di sicurezza non metallici:
- i puntali sono in materiale composito, che a parità di resistenza sono più leggeri, non conducono caldo o freddo e non attivano i metal detector;
- le lamine sono in tessuto antiperforazione, parimenti resistenti ma più leggeri.
Comfort e usabilità: considerazioni ergonomiche
Un aspetto frequentemente sottovalutato nella scelta tra stivali S4 e S5 è l’impatto sul comfort dell’utilizzatore, che può influenzare significativamente l’adozione del dispositivo di protezione da usare.
Differenze di peso
Gli stivali S5, a causa della lamina antiperforazione, tendono ad essere più pesanti (tra i 700 e i 1000 grammi al paio) degli equivalenti S4 (il cui peso si assesta mediamente tra i 900 e i 1400 grammi). Questo può avere un impatto significativo sull’affaticamento durante lunghi turni di lavoro.
Una delle soluzioni trovate da Exena per ovviare a questa necessità è la gamma Thunder in poliuretano ultraleggero. Grazie al poliuretano, si possono mantenere le caratteristiche di sicurezza in S5 con un peso inferiore e aggiungendo, in più, la protezione certificata CI (Cold Insulation, cioè isolamento dal freddo).
Flessibilità e mobilità
La lamina antiperforazione negli stivali S5 può ridurre la flessibilità della suola, influenzando la naturale meccanica della camminata. Inevitabilmente, gli stivali in classe S4 sono più idonei alla calzata rispetto agli S5 ma in molti ambienti di lavoro il rischio di perforazione è valutato come concreto ed attuale, inevitabile al punto da dover mettere in subordine il comfort dell’utilizzatore.
Favorire la rullata del piede nella camminata è sì importante, ma non può essere prevalente in quegli ambienti nei quali i RSPP, i RLS o gli amministratori di impresa sono obbligati a far indossare DPI antiperforazione agli addetti ai lavori. In molti casi, la scelta non è discrezionale ma è obbligata in un senso (di garantire la protezione maggiore a prevenzione di potenziali infortuni).
Isolamento termico
Il materiale e la struttura degli stivali influiscono anche sul loro comportamento termico:
- Stivali in PVC: Offrono un isolamento termico limitato, possono diventare freddi in inverno e caldi in estate;
- Stivali in poliuretano: Forniscono un migliore isolamento termico, mantenendo una temperatura più confortevole in diverse condizioni climatiche, specie al freddo.
Alcuni modelli, sia S4 che S5, possono incorporare caratteristiche aggiuntive come isolamento dal freddo (CI) o dal calore (HI, che sta per Heat Insulation), particolarmente utili in ambienti di lavoro con temperature elevate.
Durata e manutenzione: impatto economico
Un ulteriore elemento da considerare nella scelta tra stivali S4 e S5 è la loro durata nel tempo e le esigenze di manutenzione, che possono influire significativamente sul costo totale.
Fattori che influenzano la durata
A prescindere dalla classe di protezione, l’utilizzo di materie prime di qualità elevata permette di non avere problemi o controindicazioni nell’utilizzo intensivo degli stivali antinfortunistici scelti. Che siano S4 o S5, i migliori stivali antinfortunistici in poliuretano e PVC si contraddistinguono perché più duraturi, più consistenti e meno soggetti a rovinarsi (anche solo superficialmente).
Le condizioni di utilizzo, come ovvio, possono accelerare l’usura anche dei migliori stivali da lavoro. Ci sono, comunque, alcuni accorgimenti tecnici che permettono una riduzione di tale usura, come la suola con rilievi e scanalature che drenano i liquidi e si adattano meglio a superfici accidentate (come nel caso della suola adottata per la linea Nitro).
Infine, ma non certo per importanza, la frequenza di utilizzo è una delle variabili da considerare in fase di scelta. Exena, tra i migliori produttori di stivali, sceglie delle mescole testate per massimizzare la durata, oltre che per proteggere efficacemente a norma di legge.
Manutenzione e cura
Sia gli stivali in classe S4 che S5 richiedono una manutenzione semplice nelle modalità, ma comunque importante:
- Pulizia: una pulizia regolare è una best practice, gli stivali S5, ad ogni modo, possono richiedere maggiore attenzione per rimuovere materiali incastrati nei rilievi della suola;
- Conservazione: Tutti gli stivali in gomma o polimero dovrebbero essere conservati in luoghi freschi e asciutti, lontano dalla luce solare diretta, per prevenire la degradazione dei materiali. La normativa prevede che la durata di qualsiasi DPI è riconosciuta come valida se lo stato di conservazione è idoneo e conforme a quanto indicato dal costruttore/produttore;
- Ispezione periodica: Gli stivali S5 richiedono un’ispezione aggiuntiva dell’inserto antiperforazione, che potrebbe deteriorarsi o danneggiarsi senza alcuna difformità visibile sulla superficie della suola.
Criteri di sostituzione
Secondo le linee guida dell’Annex B della normativa EN ISO 20345:2022, gli stivali dovrebbero essere sostituiti quando si riscontrano segni di usura come:
- Crepe nella suola di lunghezza superiore a 10 mm e profondità superiore a 3 mm;
- Altezza dei rilievi della suola inferiore a 1,5 mm (un aspetto particolarmente rilevante per gli stivali S5);
- Separazione tra parti della suola o tra suola e tomaia;
- Danni visibili al puntale di sicurezza;
- Deterioramento generale del materiale (rigidità, fragilità, screpolature).
Gli stivali S5, a causa della presenza della lamina antiperforazione, potrebbero richiedere una sostituzione anche quando questa risulta danneggiata, anche se ciò potrebbe non essere immediatamente visibile dall’esterno.
Certificazioni aggiuntive e proprietà supplementari
Oltre alla classificazione base S4 o S5, gli stivali possono presentare certificazioni aggiuntive che ne estendono le funzionalità protettive, indipendentemente dalla categoria principale.
Resistenza al freddo (CI)
Il requisito supplementare CI (sigla inglese che sta per Cold Insulation) indica che il DPI, in questo caso gli stivali, offre isolamento termico contro il freddo. Secondo standard certificativi, la temperatura interna non deve diminuire più di 10°C in condizioni di test specifiche. Questo requisito è particolarmente utile per lavori all’aperto in inverno o in celle frigorifere o in qualsiasi contesto altamente sfidante a livello climatico. Generalmente, la resistenza al freddo è un requisito disponibile sia per stivali S4 che S5 (nella gamma Exena, i modelli Hurricane Black e Yellow sono entrambi certificati come antifreddo).
Resistenza al calore (HI)
Il requisito supplementare HI (sigla inglese che sta per Heat Insulation) indica che il DPI offre isolamento termico contro il calore dell’atmosfera (ma non da contatto, cioè HRO). In base agli standard di certificazione, la temperatura interna non deve aumentare più di 22°C dopo 30 minuti a 150°C. Si tratta di un requisito molto utile per lavori in presenza di superfici calde, come industrie con processi ad alta temperatura o catene di montaggio in prossimità di fonti di calore. È molto difficile, se non impossibile, trovare stivali in poliuretano o PVC che siano anche resistenti al calore atmosferico, per le proprietà intrinseche delle materie prime con cui sono costruiti. Tuttavia, Exena e i migliori marchi di scarpe antinfortunistiche hanno in gamma prodotti una serie di alternative, come gli articoli Lipari_23 o Titanium_23 della linea Professional, che sono realizzati in pelle e altri materiali e sono resistenti al calore.
Resistenza al calore per contatto (HRO)
HRO è l’acronimo di Heat Resistance e indica che il DPI offre isolamento termico contro il calore da contatto. Questo implica che il DPI non presenta alcuna fusione o crepa quando la suola viene piegata dopo contatto con superficie arroventata a 300° per 30 secondi. Alcuni settori industriali e dell’edilizia richiedono questo tipo di calzature o stivali per mansioni da svolgere in prossimità di fonti di calore o superfici molto calde. Si pensi, ad esempio, alle acciaierie o alla posa dell’asfalto in cantieristica stradale.
Come visto nel paragrafo precedente, è molto difficile reperire la resistenza HRO in modelli di stivali in PVC e PU, ma la gamma prodotti dei migliori marchi di calzature antinfortunistiche, tra cui Exena, si completa con modelli come la Weld o la Durazis, realizzati in pelle e altri materiali e in grado di evitare infortuni causati da contatto prolugato con fonti di calore intense.
Resistenza allo scivolamento (SR)
La certificazione SR (che sta per Slippery Resistance) è un requisito obbligatorio per la certificazione di una calzatura antinfortunistica. La normativa aggiornata prevede l’esistenza di una sola sigla di riferimento, a differenza di quanto avveniva in passato (per tutti gli approfondimenti del caso, abbiamo redatto questa FAQ) e anche gli stivali antinfortunistici e da lavoro devono essere certificati conformemente a tale normativa. Tutti gli stivali della gamma Nitro e Thunder di Exena sono anche antiscivolamento e sono adatti per qualsiasi superficie, anche quelle tipiche dei contesti lavorativi occasionalmente o frequentemente a contatto con oli vegetali, minerali e liquidi in genere.
Resistenza a specifici agenti chimici
Per lavori in ambienti con esposizione a prodotti chimici aggressivi, gli stivali possono essere certificati secondo la norma EN 13832-3:2018, che definisce requisiti per calzature altamente resistenti ai prodotti chimici in condizioni di laboratorio.
Questa certificazione è indipendente dalla classificazione S4 o S5 e richiede test specifici con i prodotti chimici rilevanti per l’applicazione.
Studio comparativo: casi d’uso reali
Per comprendere meglio le differenze pratiche tra stivali S4 e S5, è utile analizzare alcuni casi d’uso reali in diversi settori industriali:
Caso 1: Industria alimentare
Scenario: Lavorazione di carne in un ambiente umido, con frequenti operazioni di pulizia e sanificazione.
Rischi principali:
- Pavimenti costantemente bagnati;
- Presenza di residui organici potenzialmente scivolosi;
- Necessità di frequente lavaggio delle calzature;
- Basso rischio di oggetti perforanti.
Soluzione ottimale: Stivali S4 in gomma nitrilica o PVC alimentare.
- Impermeabilità totale per protezione dall’umidità;
- Facilità di pulizia e sanificazione;
- Resistenza agli agenti di pulizia e disinfezione non aggressivi;
- Sufficiente resistenza allo scivolamento.
Vantaggi rispetto a S5: Maggiore leggerezza e comfort per lunghi turni in piedi, costo inferiore, nessuna necessità della lamina antiperforazione.
Caso 2: Cantiere edile
Scenario: Costruzione di fondamenta in presenza di acqua di falda, con materiali da costruzione sparsi nell’area di lavoro.
Rischi principali:
- Terreno fangoso e scivoloso;
- Presenza di chiodi, viti, frammenti metallici;
- Acqua stagnante in alcune aree;
- Necessità di camminare su superfici irregolari.
Soluzione ottimale: Stivali S5 in poliuretano con suola tassellata.
- Protezione completa contro oggetti perforanti grazie alla lamina in acciaio;
- Migliore trazione su terreni irregolari grazie ai rilievi pronunciati;
- Impermeabilità per protezione dall’acqua;
- Leggerezza del poliuretano per ridurre l’affaticamento.
Vantaggi rispetto a S4: Protezione essenziale contro perforazioni, migliore stabilità su terreni irregolari, maggiore durata in condizioni difficili.
Caso 3: Industria chimica
Scenario: Produzione di composti chimici con occasionale necessità di camminare in aree dove potrebbero verificarsi piccole perdite di liquidi a bassa acidità.
Rischi principali:
- Esposizione a diversi agenti chimici;
- Possibile presenza di frammenti di vetro da contenitori rotti;
- Pavimenti occasionalmente bagnati o contaminati;
- Necessità di protezione specifica da determinati composti.
Soluzione ottimale: Stivali S5 in PVC e gomma nitrilica o materiali specifici testati per resistenza chimica.
- Protezione contro perforazioni da oggetti contundenti o taglienti;
- Superiore resistenza chimica della gomma nitrilica;
- Suola sufficientemente tassellata per trazione ottimale su superfici contaminate;
Vantaggi rispetto a S4: Protezione essenziale contro frammenti di vetro, maggiore durata in presenza di contaminanti aggressivi.
Tendenze e innovazioni nel mercato degli stivali di sicurezza
Il settore degli stivali antinfortunistici e da lavoro è in continua evoluzione, sulla falsariga di quanto avviene nel mercato delle calzature. Nel corso del tempo, alcuni players sul mercato si sono specializzati nella produzione di questo tipo di stivali, ma soltanto i migliori sono riusciti a distinguersi per la qualità percepita e la capacità di innovazione. I migliori marchi di stivali antinfortunistici e da lavoro, tra i quali Exena occupa un ruolo importante, sono oggi facilmente distinguibili per la capacità di racchiudere in un unico prodotto molti concetti essenziali che sono vere e proprie linee guida per il futuro.
Materiali e processi ecosostenibili
Con l’inizio del nuovo Millennio, l’attenzione verso la sostenibilità ambientale è aumentata sia nell’opinione pubblica che tra gli operatori economici. Le aziende di produzione del settore calzaturiero (e anche dell’antinfortunistica) hanno recepito gli adeguamenti normativi europei e nazionali per la riduzione del carbon footprint. In Exena oggi la produzione di stivali antinfortunistici è orientata alla diminuzione delle emissioni inquinanti, in conformità alla legge e, in senso più ampio, per etica di salvaguardia ambientale. Questo avviene sia attraverso i materiali scelti sia tramite i processi di produzione eseguiti:
- Poliuretani bio-based, derivati da fonti rinnovabili e oggi applicabili alle calzature;
- Gomme e polimeri con componenti riciclati, come il granulato macinato proveniente da scarti e rilavorazioni di vecchi articoli non più utilizzabili;
- Ciclo produttivo a ridotto impatto ambientale, che sfrutta fonti rinnovabili per il fabbisogno energetico.
Tecnologie per il comfort
I migliori marchi di scarpe e stivali antinfortunistici sono costantemente alla ricerca di nuove tecnologie che mirano a ridurre le differenze di comfort tra stivali S4 e S5:
- Inserti antiperforazione tessili ultraleggeri, che riducono il divario di peso tra stivali con e senza lamina;
- Materiali compositi, che combinano flessibilità e capacità di protezione;
- Design ergonomici, che riducono l’affaticamento senza depotenziare la protezione.
Personalizzazione e adattabilità
Accanto alle tecnologie innovative, oggi la tendenza va verso la progettazione e produzione di stivali adattabili ad una gamma ampia di utilizzatori finali. Fermo restando che la piena customizzazione non è praticamente mai possibile se non a costi esorbitanti, i migliori produttori di stivali da lavoro sono orientati verso forme e design che tengano insieme l’estetica e la funzionalità. Exena, da sempre, ha come punto fisso la creazione di modelli belli ed efficaci, in grado di coniugare praticità e gusto estetico, senza trascurare i dettagli “invisibili” ma altrettanto importanti, come la soletta interna e le fodere interne anallergiche.
Integrazione con tecnologie smart
Sebbene ancora in fase iniziale, alcuni produttori pionieristici stanno lavorando allo sviluppo di stivali antinfortunistici e da lavoro con funzionalità “intelligenti”:
- Sensori integrati, per monitorare condizioni ambientali potenzialmente pericolose;
- Indicatori di usura, che segnalano quando è necessaria la sostituzione;
- Sistemi di tracciamento, per gestire l’inventario e verificare l’utilizzo corretto dei DPI.
Analisi costi-benefici: S4 vs S5
Un aspetto importante nella scelta tra stivali S4 e S5 è la valutazione del rapporto costi-benefici, che include considerazioni sia economiche che di sicurezza.
Costi diretti
- Prezzo d’acquisto: Gli stivali in classe S5 hanno generalmente un costo iniziale superiore del 15-30% rispetto ai modelli S4 equivalenti, principalmente a causa dell’aggiunta della lamina antiperforazione e della suola tassellata;
- Durata: In condizioni difficili, gli stivali S5 possono offrire una maggiore durata grazie alla suola più robusta, compensando parzialmente il costo iniziale più elevato;
- Frequenza di sostituzione: Dipende fortemente dalle condizioni d’uso, ma in ambienti particolarmente impegnativi, la maggiore robustezza degli stivali in classe S5 può tradursi in una minore frequenza di sostituzione.
Costi indiretti
- Infortuni evitati: La protezione aggiuntiva degli stivali S5 può prevenire infortuni specifici, con conseguente risparmio in termini di assenze per malattia, costi medici e potenziali risarcimenti;
- Produttività: Il comfort e l’adeguatezza alla specifica attività lavorativa possono influenzare la produttività. Stivali in classe S4 più leggeri potrebbero essere vantaggiosi in termini di minore affaticamento, ma stivali in classe S5 potrebbero offrire maggiore sicurezza e quindi fiducia nell’operare in condizioni difficili;
- Conformità normativa: L’utilizzo della categoria appropriata rispetto alla valutazione dei rischi garantisce la conformità alle normative sulla sicurezza, evitando potenziali sanzioni.
Analisi del valore nel ciclo di vita
Considerando l’intero ciclo di vita del prodotto, il valore relativo di stivali S4 e S5 dipende da:
- Frequenza e intensità di utilizzo;
- Specificità dei rischi nell’ambiente di lavoro;
- Durata effettiva in condizioni reali;
- Costi potenziali degli infortuni evitati.
In molti ambienti ad alto rischio, il costo aggiuntivo degli stivali S5, distribuito sull’intera vita utile del prodotto e considerando i benefici in termini di sicurezza, rappresenta spesso un investimento economicamente vantaggioso.
Considerazioni normative e responsabilità
La scelta tra stivali S4 e S5 ha anche implicazioni dal punto di vista delle responsabilità legali e della conformità normativa, soprattutto nel contesto normativo italiano:
Obblighi del datore di lavoro
Secondo quanto disposto da normativa europea sulla sicurezza sul lavoro (recepita dai singoli paesi con specifiche leggi, decreti legislativi e decreti-legge), i datori di lavoro hanno l’obbligo di:
- Effettuare una valutazione dei rischi specifica per ogni attività lavorativa;
- Fornire DPI adeguati ai rischi identificati;
- Garantire la conformità alle norme vigenti di tali i DPI;
- Assicurare formazione e informazione adeguate sull’uso corretto dei DPI ai responsabili della sicurezza, ai preposti e in generale a tutti gli addetti ai lavori tenuti ad indossarli.
Anche la scelta tra stivali antinfortunistici in classe di protezione S4 o S5 soggiace a queste indicazioni ed è importante che sia fatta in tutela di chi opera in sito produttivo.
Responsabilità del lavoratore
I lavoratori che sono tenuti ad indossare gli stivali antinfortunistici e da lavoro, e in senso generale qualsiasi dispositivo di protezione individuale, hanno la responsabilità di:
- Utilizzare correttamente i DPI forniti;
- Segnalare eventuali difetti o problemi che in qualche modo riducano o compromettano la capacità protettiva;
- Seguire le indicazioni fornite per la manutenzione e la sostituzione.
Implicazioni in caso di infortunio
In caso di infortunio causato da perforazione della suola in un ambiente dove erano stati forniti stivali S4 anziché S5 (nonostante la presenza di rischi di perforazione identificati nella valutazione dei rischi), potrebbero sorgere problemi di attribuzione di responsabilità per il datore di lavoro che, consapevolmente o meno, non abbia adottato i DPI più idonei.
Viceversa, la fornitura di stivali S5 in ambienti dove gli S4 sarebbero sufficienti potrebbe non costituire un problema dal punto di vista dell’attribuzione di responsabilità in caso di sinistro, ma rappresenterebbe a ben vedere un’allocazione non ottimale delle risorse.
Conclusioni: scegliere tra S4 e S5
In conclusione, la scelta tra stivali antinfortunistici S4 e S5 deve essere basata su una valutazione a 360 gradi di molte variabili legate al contesto professionale, al settore e al tipo di utilizzo di tali dispositivi, che tenga in considerazione:
Non esiste una risposta universalmente valida alla domanda “S4 o S5?”. La scelta ottimale dipende dal contesto specifico e dalle esigenze particolari dell’utilizzatore e dell’ambiente di lavoro.
Gli stivali S4 rappresentano una soluzione eccellente per ambienti umidi o bagnati dove non sono presenti rischi significativi di perforazione, offrendo impermeabilità, protezione dagli impatti e dagli oli, con il vantaggio di una maggiore leggerezza e flessibilità.
Gli stivali S5, d’altra parte, offrono una protezione completa per gli ambienti più impegnativi, aggiungendo la resistenza alla perforazione e una migliore trazione su superfici irregolari, a fronte di un peso generalmente maggiore e un costo più elevato.
La continua evoluzione tecnologica, come dimostrato dalle innovazioni introdotte da aziende come Exena, sta progressivamente riducendo il divario di comfort tra le due categorie, rendendo gli stivali S5 sempre più leggeri e confortevoli, pur mantenendo il loro superiore livello di protezione.
