Quali sono le classi di sicurezza per le scarpe antinfortunistiche?
Le principali classi di sicurezza per le calzature antinfortunistiche secondo la norma EN ISO 20345:2022 sono: SB (requisiti base con puntale 200J), S1 (aggiunge antistaticità, assorbimento energia tallone), S2 (come S1 più resistenza all’acqua), S3 (come S2 più antiperforazione e suola tassellata), S4 e S5 (per stivali in gomma/polimeri), S6 e S7 (massima impermeabilità). A queste si aggiungono i c.d. requisiti supplementari facoltativi, indicati con simboli specifici (HI, CI, WR, M, etc.).
Le classi di sicurezza delle calzature antinfortunistiche: una guida completa
Le calzature antinfortunistiche sono progettate per proteggere i lavoratori da diversi rischi, come la caduta di oggetti pesanti, la perforazione della suola, il contatto con sostanze chimiche nocive e molti altri pericoli potenziali. Per garantire che queste calzature siano scelte consapevolmente per offrire il miglior livello di protezione possibile, sono state stabilite diverse classi di sicurezza specifiche per ciascun tipo di rischio affrontato previsto dalla normativa.
Il quadro normativo europeo: EN ISO 20345:2022
La normativa europea di riferimento per le calzature di sicurezza in senso proprio è la EN ISO 20345:2022, che ha sostituito la precedente EN ISO 20345:2011 e che è stata recentemente aggiornata con l’emendamento A1 del febbraio 2024, recepito in Italia come UNI EN ISO 20345:2024. Questa normativa definisce i requisiti di base e supplementari per le calzature antinfortunistiche utilizzate per scopi generali e stabilisce le diverse classi di protezione.
L’altra normativa di riferimento è la EN ISO 20347:2022 che disciplina le calzature professionali e da lavoro che non sono di protezione in senso stretto (ovvero, che non presentano il puntale antischiacciamento).
Classificazione dei materiali: Classe I e Classe II
Prima di esaminare le specifiche classi di sicurezza, è importante comprendere la distinzione fondamentale tra due categorie di calzature basate sui materiali di costruzione:
- Classe I: Calzature realizzate in pelle o altri materiali, escludendo le calzature interamente in gomma o in materiale polimerico. Queste calzature possono essere scarpe, stivaletti o stivali.
- Classe II: Calzature interamente in gomma (ad esempio completamente vulcanizzate) o interamente in polimero (ad esempio completamente stampate). Si tratta tipicamente di stivali.
Calzature ibride
Esiste anche una categoria denominata “calzature ibride” che comprende calzature che non possono essere classificate né come Classe I né come Classe II. La normativa riconosce due tipi di calzature ibride:
- Calzature ibride “stampate”: sezione del piede in gomma vulcanizzata o in materiale polimerico integralmente stampata attorno al puntale.
- Calzature ibride “montate”: sezione del piede in gomma vulcanizzata o in materiale polimerico prodotta separatamente e poi assemblata attorno a una costruzione convenzionale con fodera/soletta.
Classi di sicurezza per calzature antinfortunistiche
SB – Safety Basic
La categoria SB rappresenta il livello minimo di protezione richiesto per una calzatura per essere classificata come “calzatura di sicurezza”. I requisiti principali includono:
- Puntale di sicurezza: Deve resistere a un impatto di 200 Joule e a una compressione di 15 kN;
- Altezza minima della tomaia: Varia in base alla taglia e al design (A, B, C, D, E);
- Resistenza allo strappo della tomaia: Minimo 120 N per pelle, 60 N per materiali tessili;
- Resistenza all’abrasione della fodera: Almeno 25.600 cicli a secco e 12.800 cicli a umido;.
- Requisiti di base per la suola: Resistenza allo strappo e all’abrasione;
- pH della pelle: Non inferiore a 3,2 e, se inferiore a 4, la differenza deve essere inferiore a 0,7;
- Contenuto di cromo VI: Non deve superare i 3,0 mg/kg.
Le calzature SB possono essere realizzate con qualsiasi materiale (Classe I o Classe II) e devono essere marcate con il simbolo SB.
S1 – Protezione base per ambienti asciutti
La categoria S1 si applica solo alle calzature di Classe I e include tutti i requisiti SB con le seguenti aggiunte:
- Zona del tallone chiusa: A differenza delle calzature SB, che possono avere il tallone aperto, una calzatura S1 ha obbligatoriamente il tallone coperto e protetto;
- Proprietà antistatiche (A): La resistenza elettrica deve essere compresa tra 100 kΩ e 1000 MΩ;
- Assorbimento di energia nella zona del tallone (E): la calzatura deve poter assorbire almeno 20 Joule di energia nella zona del tallone;
- Resistenza agli oli e idrocarburi (FO): La suola deve essere resistente agli oli minerali.
Le calzature S1 sono adatte per ambienti di lavoro interni e asciutti, come la logistica, il magazzinaggio leggero e l’industria leggera in condizioni controllate.
S2 – Protezione contro l’umidità
La categoria S2 si applica solo alle calzature di Classe I e include tutti i requisiti S1 con l’aggiunta di:
- Resistenza alla penetrazione e assorbimento d’acqua della tomaia (WPA): La penetrazione d’acqua non deve superare gli 0,2 g dopo 60 minuti di test, e l’assorbimento d’acqua non deve superare il 30%.
Le calzature S2 sono adatte per ambienti di lavoro occasionalmente bagnati o umidi, come l’industria alimentare, il settore sanitario e la ristorazione.
S3 – Protezione completa per ambienti difficili
La categoria S3 si applica solo alle calzature di Classe I e include tutti i requisiti S2 con l’aggiunta di:
- Resistenza alla perforazione: La suola deve essere dotata di un inserto antiperforazione che può essere:
- Tipo P: Inserto metallico con resistenza alla perforazione di almeno 1100 N.
- Tipo PL: Inserto non metallico con resistenza alla perforazione di tipo “light” (cioè leggera);
- Tipo PS: Inserto non metallico con resistenza alla perforazione di tipo “strong” (cioè forte).
- Suola con rilievi (tassellata): La suola deve presentare un disegno con rilievi per garantire una migliore trazione ed aderenza su superfici accidentate.
Le calzature S3 sono ideali per ambienti di lavoro esterni, come ad esempio cantieri edili, industrie metalmeccaniche e siderurgiche, agricoltura e altri ambienti con rischio di perforazione della suola.
S4 – Stivali di sicurezza base
La categoria S4 si applica solo alle calzature di Classe II (stivali interamente in gomma o polimero) e include caratteristiche di sicurezza analoghe alla classe S1, e sono:
- Puntale antischiacciamento: Resistente a un impatto di 200 Joule e a una compressione di 15 kN;
- Proprietà antistatiche (A): Resistenza elettrica tra 100 kΩ e 1000 MΩ;
- Assorbimento di energia nella zona del tallone (E): Assorbimento di almeno 20 Joule di energia nella zona del tallone;
- Resistenza agli oli e idrocarburi (FO): Resistenza della suola agli oli minerali.
Gli stivali S4 sono particolarmente adatti per ambienti umidi o bagnati dove non c’è rischio di perforazione, come l’industria alimentare, l’agricoltura e la pesca.
S5 – Stivali di sicurezza completi
La categoria S5 si applica solo alle calzature di Classe II e include tutti i requisiti S4 con l’aggiunta di:
- Resistenza alla perforazione (P/PL/PS): Come per le calzature in S3;
- Suola con rilievi: Per garantire una migliore trazione su superfici scivolose o irregolari.
Gli stivali S5 offrono la massima protezione per ambienti di lavoro frequentemente a contatto con acqua, umidità e altri liquidi e in cui il rischio di perforazione sia frequente, come cantieri edili e stradali, ambienti legati al settore dell’agricoltura e della trasformazione/lavorazione di prodotti agricoli e generici contesti lavorativi in condizioni meteorologiche avverse.
S6 – Protezione impermeabile avanzata
La categoria S6, introdotta nella normativa più recente, si applica alle calzature di Classe I e include tutti i requisiti della classe S2 con l’aggiunta di:
- Resistenza all’acqua dell’intera calzatura (WR): A differenza della S2, che richiede solo la resistenza all’acqua della tomaia, la S6 richiede che l’intera calzatura sia impermeabile.
Le calzature S6 sono particolarmente adatte per ambienti costantemente bagnati dove non è presente il rischio di perforazione, ma in cui l’utilizzo di uno stivale in gomma o polimero presenti delle difficoltà o semplicemente non sia perfettamente adatto allo scopo.
S7 – Massima protezione impermeabile
La categoria S7, anch’essa di recente introduzione, si applica alle calzature di Classe I e include tutti i requisiti S3 con l’aggiunta di:
- Resistenza all’acqua dell’intera calzatura (WR): Come per le calzature S6.
Le calzature S7 rappresentano il massimo livello di protezione, combinando resistenza alla perforazione e impermeabilità totale. I modelli certificati per questa classe di protezione sono ideali per condizioni estreme, come cantieri all’aperto durante piogge persistenti (come le piattaforme offshore di estrazione e lavorazione degli idrocarburi) o lavori in ambienti con presenza costante di acqua e oggetti appuntiti e potenzialmente pericolosi.
Requisiti supplementari e simboli di marcatura
Oltre alle classi di sicurezza principali, la normativa definisce una serie di requisiti supplementari non obbligatori che il produttore può decidere o meno di sviluppare e applicare ad un modello, a prescindere dalla certificazione di protezione. Questi requisiti sono indicati da simboli specifici che vengono aggiunti alla marcatura della calzatura.
Resistenza alla perforazione:
- P: la sigla indica la presenza di un Inserto antiperforazione metallico (la cui resistenza minima è di 1100 N);
- PL: La sigla indica l’Inserto antiperforazione non metallico, generalmente in tessuto tecnico o in cotone pressato, la cui resistenza è di tipo “light” (cioè leggera);
- PS: La sigla indica l’Inserto antiperforazione non metallico la cui resistenza è di tipo “strong”, cioè forte.
Proprietà elettriche:
- C: La sigla identifica che la calzatura è conduttiva (resistenza elettrica <100 kΩ).
- A: è la sigla per le calzature antistatiche (la cui resistenza elettrica è tra 100 kΩ e 1000 MΩ);
- ESD: identifica le calzature dissipative, necessarie per la protezione di dispositivi elettronici sensibili.
Resistenza alle intemperie in ambienti ostili
- HI (Heat Insulation): questa sigla identifica le calzature isolate dal calore del complesso della suola (in queste, la temperatura interna non deve aumentare più di 22°C dopo 30 minuti a 150°C);
- CI (Cold Insulation): è la sigla che indica l’isolamento dal freddo del complesso della suola della calzatura (in questo caso, la temperatura interna non deve diminuire più di 10°C in condizioni di test specifiche);
- WR (Water Resistant): certifica la resistenza all’acqua dell’intera calzatura (nessuna penetrazione d’acqua né dalla suola né dalla tomaia);
- WPA (Water Penetration and Absorption): in questo caso, la calzatura resiste alla penetrazione e all’assorbimento d’acqua ma soltanto nella tomaia.
Protezioni aggiuntive:
- M (Metatarsal): indica che la scarpa fornisce protezione del metatarso contro impatti;
- AN (Ankle protection): una scarpa certificata AN protegge la caviglia contro impatti laterali (con una forza media di test non superiore a 10 kN);
- CR (Cut Resistance): la tomaia resiste al taglio (indice di resistenza al taglio non inferiore a 2,5);
- SC (Anti-Scratch Toecap): il puntale è in grado di resistere all’abrasione senza presentare nessun foro per l’intero spessore prima di aver completato 8.000 cicli.
Caratteristiche della suola
- HRO (Heat Resistance): La resistenza al calore per contatto della suola è approvata se non si presentano crepe o segni di fusione alla flessione dopo il contatto con una superficie rovente a 300°C per 30 secondi;
- FO (Fuel Oil): la resistenza della suola agli oli minerali e agli idrocarburi è verificata se l’aumento di volume non è superiore al 12%;
- SR (Slip Resistance): indica la generica resistenza allo scivolamento su ceramica con glicerina (a differenza della precedente edizione della normativa, è stata rimossa la distinzione tra SRA, SRB ed SRC).
- LG (Ladder Grip): certifica la presa su scala a pioli.
Innovazioni tecnologiche e tendenze emergenti
Il settore delle calzature antinfortunistiche, così come il più ampio comparto dei DPI, è in continua evoluzione ed aggiornamento. I produttori dei migliori marchi di calzature e abbigliamento da lavoro sono costantemente alla ricerca di nuove tecnologie e materiali che migliorino sia la sicurezza che il comfort. Exena è da sempre attiva nella progettazione e produzione delle migliori componenti e combinazioni di esse per conferire alle calzature antinfortunistiche e da lavoro della propria gamma i migliori risultati in termini di performance, mantenendo un eccellente rapporto qualità / prezzo e, allo stesso tempo, un comfort ed un’attenzione allo stile di primissima fascia. Con gli anni, sono stati ideati e realizzati materiali e inserti specifici per tutte le parti della calzatura.
Materiali innovativi per puntali di sicurezza
I tradizionali puntali in acciaio sono sempre più spesso sostituiti da alternative più leggere e confortevoli. Nella gamma Exena, sono proposti:
- Puntali in alluminio (T-Alu): Offrono la stessa protezione dell’acciaio con un peso significativamente ridotto. Ad esempio, il modello “Sprint” di Exena utilizza un puntale in alluminio che contribuisce a mantenere il peso totale della calzatura sotto i 430 grammi;
- Puntali in fibra di vetro (T-Fiber): Resistenti agli impatti di 200 Joule ma più leggeri dell’acciaio, non conducono calore o freddo e sono amagnetici. I modelli Natrix, Draco e Venom, della linea Raptor, utilizzano proprio questo tipo di puntale.
- Puntali in materiali compositi: Combinano diversi materiali per ottimizzare protezione e comfort, spesso con proprietà di memoria elastica ad alta resilienza, cioè in grado di tornare alla forma originale dopo l’impatto.
Lamine antiperforazione di nuova generazione
Le lamine antiperforazione tradizionali in acciaio stanno, in molti casi, cedendo il posto a soluzioni tessili avanzate:
- Safe-Light: è un inserto di ultima generazione applicato nei modelli della linea Raptor, sviluppato grazie ad una tecnologia che permette di pressare il cotone assottigliandolo fino ad uno spessore di pochi millimetri, riducendo notevolmente il peso (fino ad oltre il 40% rispetto alle tradizionali solette antiperforazione in tessuto) senza perdere di resistenza;
- SafeFlex Conductive: è la lamina sintetica antiperforazione specifica per calzature dissipative (certificate ESD), come nel caso di molti modelli della linea Levity-X ed X-Light, ed è in grado di resistere fino a 1.100 N di forza.
Suole innovative
Le tecnologie utilizzate per lo sviluppo delle suole hanno visto progressi significativi. In Exena, in particolare, la progettazione e realizzazione di nuove suole occupa una parte importante dello sforzo sia creativo che organizzativo ed economico-finanziario, poiché si tratta dell’elemento portante su cui vengono sviluppate più linee di prodotto:
- EVA (Etilene Vinil Acetato): L’ultimo ritrovato in fatto di tecnologia per le suole antinfortunistiche è l’EVA, un materiale ultra flessibile e leggerissimo utilizzato per la linea Marathon. L’EVA (acronimo di Etilene Vinil Acetato) è molto poroso e immagazzina aria al suo interno, garantendo leggerezza e comfort eccezionali;
- Poliuretano bidensità (2D): il poliuretano è da sempre uno dei principali materiali con cui vengono realizzate calzature antinfortunistiche e da lavoro. Exena ha sfruttato le sue conoscenze e competenze pluriennali per abbinare due strati di poliuretano con densità diverse creando una suola dal massimo comfort e durabilità. Lo strato più morbido a contatto con il piede assorbe gli urti, mentre lo strato esterno più denso garantisce resistenza all’abrasione;
- 2D Air-Hole: è la massima espressione della suola in poliuretano bidensità, sia per il design unico che per le proprietà tecniche e tecnologiche. Sviluppata in esclusiva per la linea Levity-X, questa suola presenta degli innovativi tunnel d’aria che la attraversano da parte a parte. In questo modo, l’effetto rebound è massimamente efficace e si alleggerisce di molto il peso totale della calzatura, senza compromettere la resistenza e la capacità di protezione della scarpa nel suo insieme.
Tomaie tecniche e traspiranti
Al pari delle suole, in Exena anche i materiali per le tomaie sono diventati sempre più sofisticati ed affidabili, grazie al know-how accumulato in anni di esperienza:
- Air-Tek: Tomaia in nylon ad alta tenacità, ultraleggera e super traspirante, utilizzata nel modello Sprint di Exena;
- Micro-Tech/MicroSafe: sono due alternative dello stesso concetto, cioè la microfibra ultra-leggera e resistente in grado di offrire elevate prestazioni in termini di traspirabilità e idrorepellenza. Vengono utilizzate in molti modelli della gamma, come quelli della linea Active e Marathon (nello specifico, i modelli Olimpic e Faster);
- Flyknit: Fibra tessile ultraleggera e resistente utilizzata nel modello Venom di Exena, che combina traspirabilità e protezione.
Criteri di selezione: come scegliere la classe di sicurezza appropriata
La scelta della classe di sicurezza più adatta dipende da una serie di fattori che devono essere attentamente valutati:
1. Valutazione dei rischi nell’ambiente di lavoro
- Rischi meccanici: Caduta di oggetti, compressione, perforazione della suola, taglio.
- Rischi fisici: Caldo, freddo, umidità, elettricità.
- Rischi chimici: Contatto con oli, solventi, acidi, basi.
- Condizioni delle superfici: Scivolose, irregolari, bagnate, oleose.
2. Settore industriale specifico
Ogni settore ha esigenze specifiche e particolari:
- Edilizia: Generalmente richiede calzature S3 o stivali S5 per la protezione contro la perforazione e l’umidità;
- Industria pesante: Spesso necessita di calzature S3 con protezioni aggiuntive come HRO o M;
- Industria alimentare: Richiede calzature in classe S2 o S6, oppure stivali S4 facilmente lavabili e con suole antiscivolo;
- Settore elettronico: Può richiedere calzature ESD per proteggere i componenti elettronici sensibili;
- Chimica e petrolchimica: Può necessitare di calzature con requisiti di protezione supplementari, oltre che obbligatori, come la resistenza dielettrica (E) o agli oli minerali (FO).
3. Condizioni ambientali
- Ambienti interni asciutti: Le calzature S1 o S2 sono generalmente sufficienti, un buon compromesso tra protezione e leggerezza percepita al piede;
- Ambienti esterni o umidi: Le calzature S3, S5, S6 o S7 offrono una protezione superiore, specie in contesti ambientali molto sfidanti;
- Ambienti caldi: Possono richiedere calzature con isolamento dal calore per contatto (HRO) o atmosferico (HI);
- Ambienti freddi: Possono necessitare di calzature con isolamento dal freddo (CI), anche se nella maggior parte dei casi un buon modello in S3 completo di accessori (anche non certificati come di sicurezza) può rivelarsi ampiamente sufficiente.
4. Comfort e durata dell’utilizzo
Per lavori che richiedono molte ore in piedi, il comfort diventa un fattore cruciale al pari delle stesse caratteristiche di sicurezza della calzatura. Tendenzialmente, le calzature più leggere e flessibili possono ridurre l’affaticamento ma occorre assicurarsi che siano complete di tutte le caratteristiche di sicurezza (anche supplementari) utili. Allo stesso modo, i materiali traspiranti migliorano il comfort in ambienti caldi ma bisogna valutare anche la permanenza in ambienti occasionalmente umidi o bagnati, per evitare conseguenze indesiderate nello scambio di temperature e umidità
5. Conformità alle normative settoriali
Alcuni settori hanno regolamenti specifici che richiedono l’uso di determinati tipi di calzature di sicurezza. Ad esempio, in alcuni ambienti di lavoro a contatto con voltaggi elevati (come nel caso della manutenzione dei tralicci dell’alta tensione), è fatto obbligo di utilizzare calzature dielettriche le cui caratteristiche tecniche siano conformi alla normativa sulla resistenza agli shock elettrici.
Manutenzione e durata delle calzature antinfortunistiche
La durata e l’efficacia delle calzature di sicurezza dipendono non solo dalla classe di sicurezza selezionata, ma anche da una corretta manutenzione. Secondo le linee guida di manutenzione fornite nell’Annex B della normativa EN ISO 20345:2022, le calzature di sicurezza dovrebbero essere sostituite quando si riscontrano segni di usura come:
- Crepe profonde che interessano metà dello spessore del materiale della tomaia;
- Forte abrasione del materiale della tomaia, soprattutto se il puntale è esposto;
- Deformazioni o cuciture rotte nel gambale della scarpa o dello stivale;
- Crepe nella suola di lunghezza superiore a 10 mm e profondità superiore a 3 mm;
- Separazione tra tomaia e suola superiore a 15 mm di lunghezza e 5 mm di profondità;
- Altezza dei rilievi della suola in qualsiasi punto inferiore a 1,5 mm;
- Deformazione della soletta originale;
- Danni alla fodera o bordi taglienti del puntale che potrebbero causare ferite;
- Delaminazione dei materiali della suola;
- Deformazione pronunciata della suola dovuta all’esposizione al calore.
In ogni caso, comunque, è disposto dalla normativa vigente che le calzature antinfortunistiche possono avere una durata massima di 36 mesi (cioè 3 anni).
Certificazioni e conformità
Tutte le calzature antinfortunistiche commercializzate nel mercato europeo devono essere conformi al Regolamento UE 2016/425 sui Dispositivi di Protezione Individuale. Questo regolamento richiede che le calzature:
- Soddisfino i requisiti essenziali di salute e sicurezza;
- Siano sottoposte a un processo di valutazione della conformità;
- Siano dotate di marcatura CE;
- Siano accompagnate da una Dichiarazione di Conformità UE;
- Includano informazioni chiare per l’utilizzatore.
La conformità alla normativa EN ISO 20345:2022 è un modo per dimostrare il rispetto dei requisiti essenziali del regolamento, e la marcatura CE indica che la calzatura soddisfa tutte le prescrizioni legali pertinenti.
La marcatura delle calzature antinfortunistiche
Ogni calzatura antinfortunistica deve essere chiaramente e permanentemente marcata con le seguenti informazioni:
- Taglia.
- Nome e indirizzo postale del fabbricante.
- Designazione del tipo del fabbricante.
- Almeno l’anno e il mese di fabbricazione della calzatura.
- Riferimento alla normativa (EN ISO 20345:2022).
- Categoria appropriata o simboli di protezione.
La marcatura per le classi S1, S2, S3, S4, S5, S6 e S7 rappresenta combinazioni specifiche di requisiti di base e supplementari, come dettagliato nella Tabella 20 della normativa.
Conclusioni: l’importanza di una scelta informata
Le classi di sicurezza per le calzature antinfortunistiche offrono un sistema standardizzato che permette di selezionare il livello di protezione più appropriato in base ai rischi specifici presenti nell’ambiente di lavoro. La comprensione approfondita di queste classi è fondamentale per garantire che i lavoratori siano adeguatamente protetti senza sacrificare inutilmente il comfort o incorrere in costi eccessivi.
La scelta della calzatura antinfortunistica più adatta richiede una valutazione accurata non solo delle classi di sicurezza, ma anche delle caratteristiche supplementari, dei materiali e delle tecnologie disponibili. Un approccio informato e consapevole alla selezione delle calzature di sicurezza contribuisce significativamente alla riduzione degli infortuni sul lavoro e al miglioramento del benessere generale dei lavoratori.
È importante ricordare che, indipendentemente dalla classe di sicurezza scelta, le calzature antinfortunistiche sono efficaci solo se:
- Sono selezionate in base a una corretta valutazione dei rischi.
- Sono della taglia corretta e adatte alla morfologia del piede dell’utilizzatore.
- Sono sottoposte a manutenzione regolare.
- Sono sostituite quando mostrano segni di usura significativa.
- Sono utilizzate correttamente e costantemente in presenza dei rischi per cui sono state progettate.
La sicurezza sul lavoro è una responsabilità condivisa tra datori di lavoro e lavoratori, e la scelta consapevole delle calzature antinfortunistiche rappresenta un elemento cruciale di questa responsabilità.
