Cosa significa S1, S2, S3 nelle scarpe antinfortunistiche?
Le sigle S1, S2, S3 nelle scarpe antinfortunistiche indicano diverse classi di protezione secondo la norma EN ISO 20345:2022. S1 offre protezione base con puntale di sicurezza, proprietà antistatiche e assorbimento di energia nella zona del tallone. S2 aggiunge l’impermeabilità della tomaia. S3 (PL o PS) include anche la lamina antiperforazione e suola con rilievi, per garantire massima protezione in ambienti difficili.
Classificazione delle calzature antinfortunistiche: S1, S2, S3 (e oltre)
La sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale in qualsiasi ambito professionale, e le calzature antinfortunistiche rappresentano uno degli elementi più importanti dell’equipaggiamento protettivo individuale. La scelta dei migliori modelli di scarpa antinfortunistica e da lavoro dipende da una molteplicità di fattori che vedremo di seguito. La prima e più importante indicazione è dettata dalle normative europee aggiornate, che hanno stabilito un sistema di classificazione chiaro e standardizzato per aiutare sia i decisori aziendali (responsabili della sicurezza, datori di lavoro, responsabili acquisti e Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, noti anche come RSPP) sia i lavoratori nella scelta della calzatura più appropriata in base ai rischi specifici presenti nell’ambiente di lavoro.
Il quadro normativo: EN ISO 20345:2022
La norma europea EN ISO 20345:2022, che ha sostituito la precedente EN ISO 20345:2011, definisce i requisiti di base e supplementari per le calzature di sicurezza utilizzate in ambito professionale. Questa normativa stabilisce le diverse classi di protezione identificate dalle sigle SB, S1, S2, S3, S4, S5, S6 e S7, ciascuna delle quali corrisponde a specifici requisiti di sicurezza e protezione.
È importante sottolineare che la normativa è stata recentemente aggiornata. La UNI EN ISO 20345:2024, pubblicata a giugno 2024, costituisce il recepimento della norma europea EN ISO 20345 (edizione marzo 2022) e dell’aggiornamento A1 (edizione febbraio 2024), portando ulteriori perfezionamenti ai requisiti tecnici delle calzature di sicurezza.
Requisiti di base: SB – Safety Basic
Prima di analizzare nel dettaglio le categorie S1, S2 e S3, è importante comprendere la categoria SB (Safety Basic), che rappresenta il livello minimo di protezione. Per essere classificata come tale, una “calzatura di sicurezza” deve avere obbligatoriamente :
- Il puntale di sicurezza: l’inserto deve essere resistente a un impatto di 200 Joule e a una forza di compressione di 15 kN e non deve essere rimovibile senza danneggiare irrimediabilmente la calzatura;
- requisiti di base per la tomaia: la tomaia deve essere resistente allo strappo, permeabile al vapore acqueo, deve avere un pH adeguato e non deve contenere sostanze nocive come il cromo VI;
- requisiti per la suola: la suola deve essere antiscivolo.
Le calzature SB possono essere realizzate con qualsiasi materiale (pelle, gomma, materiali sintetici) e possono essere di vario tipo (scarpe, stivali, zoccoli).
Classe S1: La protezione di base per ambienti asciutti
La categoria S1 rappresenta il primo livello di protezione completa, includendo tutti i requisiti SB con l’aggiunta di ulteriori caratteristiche specifiche:
- Zona del tallone chiusa: A differenza delle calzature SB, che possono avere il tallone aperto, le S1 devono avere la zona del tallone completamente chiusa;
- Proprietà antistatiche: La resistenza elettrica deve essere compresa tra 100 kΩ e 1000 MΩ per prevenire l’accumulo di cariche elettrostatiche;
- Assorbimento di energia nella zona del tallone: Il tallone deve assorbire almeno 20 Joule di energia per ridurre l’impatto degli urti e delle compressioni a danno della colonna vertebrale durante la camminata e gli spostamenti.
Le calzature di sicurezza in classe di protezione S1 trovano ampia applicazione in magazzini e centri di logistica interni (o comunque al coperto), industria leggera, impianti di produzione del settore automotive, laboratori per assemblaggi elettrici e altre industrie (sia su grande che su piccola scala) occasionalmente a contatto con acqua e umidità.
Un esempio di calzatura in S1 dalla gamma Exena è il modello Sprint della linea Marathon. Questo modello (in classe di protezione S1 PS FO SR ESD) si distingue per la sua innovatività, data da una incredibile leggerezza (meno di 430 grammi per piede), grazie alla suola in EVA (etilene vinil acetato). Questo modello, come anche gli altri della linea, include caratteristiche avanzate anche per la tomaia (in nylon monostrato antiabrasione), per l’allacciatura (con sistema a coulisse) e per l’inserto antiperforazione (in tessuto ultraleggero certificato PS “strong” a tenuta forte).
Classe S2: Protezione contro l’acqua e l’umidità
Le calzature S2 includono tutti i requisiti della categoria S1 con una sola ma importante aggiunta, cioè la resistenza alla penetrazione e assorbimento d’acqua della tomaia (WPA): la tomaia deve mantenere il piede asciutto anche in presenza di acqua o altri liquidi. Secondo la normativa di riferimento aggiornata, la penetrazione d’acqua non deve superare gli 0,2 g dopo 60 minuti di test, e l’assorbimento d’acqua non deve superare il 30%.
Questa caratteristica è particolarmente importante in ambienti di lavoro dove l’atmosfera contiene elevati livelli di umidità o il pavimento sia occasionalmente o sistematicamente bagnato.
Le scarpe antinfortunistiche in classe di protezione S2 sono ideali per ambienti di lavoro come l’industria alimentare, il settore sanitario e ospedaliero (con particolari accorgimenti di colore e materiali della tomaia, come per gli articoli del marchio SafeWay), il settore Ho.Re.Ca e della ristorazione, la food industry e tutti gli ambienti in cui sia richiesta una igienizzazione frequente con acqua o altri solventi o disinfettanti leggeri a basso indice di acidità.
Classe S3: Protezione completa per ambienti difficili
La categoria S3 rappresenta un ulteriore incremento del livello di protezione, includendo tutti i requisiti S2 con le seguenti ulteriori aggiunte:
- Resistenza alla perforazione: La suola deve essere dotata di un inserto antiperforazione, che può essere di tre tipi:
- Tipo P: Inserto metallico, tipicamente in acciaio, che deve resistere a una forza di perforazione di almeno 1100 N.
- Tipo PL: Inserto non metallico (generalmente in tessuto tecnico ad alta densità) che offre una resistenza alla perforazione di tipo “light”, cioè leggera. Il test di antiperforazione su questo tipo di inserti è condotto con un chiodo da 4,5 mm;
- Tipo PS: Inserto non metallico (generalmente in tessuto tecnico ad alta densità) che offre una resistenza alla perforazione di tipo “strong”, cioè forte. In questo caso, il test di antiperforazione è condotto con un chiodo da 3 mm, con una testa più sottile in grado di esercitare una pressione maggiore, per unità di superficie, rispetto al test PL;
- Suola con rilievi (tassellata): La suola deve presentare un disegno con rilievi (cleats) per garantire una migliore trazione su superfici irregolari o scivolose. Questi rilievi devono rispettare precise specifiche dimensionali per garantire un’adeguata aderenza.
Le scarpe antinfortunistiche e da lavoro in classe di protezione S3 sono molto diffuse e coprono una gamma molto ampia di settori di applicazione, come ad esempio l’edilizia e la cantieristica in genere, le grandi costruzioni infrastrutturali e stradali, l’agricoltura, l’industria pesante, l’industria petrolchimica e la carpenteria metallica.
Nella gamma Exena, i modelli Olimpic e Faster della linea Marathon rappresentano un esempio perfetto di calzature in S3 di ultima generazione. Queste, infatti, combinano la massima protezione con un peso sorprendentemente ridotto (grazie all’innovativa suola in EVA) e ad altre innovazioni tecniche come l’inserto antiperforazione non metallico in cotone pressato. Questi modelli includono tomaia in microfibra idrorepellente, lamina antiperforazione in tessuto ultraleggero certificato S (“strong”) e certificazione per la dissipatività elettrostatica (ESD).
Confronto tecnico tra S1, S2 e S3
Per comprendere meglio le differenze e le somiglianze tra queste tre categorie, ecco un confronto dettagliato dei requisiti:
| Requisito | S1 | S2 | S3 |
| Puntale resistente a 200J | ✓ | ✓ | ✓ |
| Zona tallone chiusa | ✓ | ✓ | ✓ |
| Proprietà antistatiche | ✓ | ✓ | ✓ |
| Assorbimento energia nel tallone | ✓ | ✓ | ✓ |
| Resistenza agli oli e idrocarburi (FO) | ✓ | ✓ | ✓ |
| Resistenza alla penetrazione dell’acqua (WPA) | ✗ | ✓ | ✓ |
| Resistenza alla perforazione (P/PL/PS) | ✗ | ✗ | ✓ |
| Suola con rilievi | Opzionale | Opzionale | ✓ |
Altre categorie: S4, S5, S6 e S7
Mentre le categorie S1, S2 e S3 si riferiscono a calzature realizzate in pelle o materiali simili (classe I), esistono altre categorie che si applicano a calzature interamente in gomma o in polimero (classe II) o che offrono protezioni specifiche. Queste ulteriori categorie, disciplinate dalla EN ISO 20345:2022, sono le seguenti:
- S4: questa sigla di protezione equivale alla S1 ma per calzature interamente in gomma o polimero (generalmente stivali). Esattamente come previsto per la S1, la scarpa o stivale in S4 deve avere un puntale di sicurezza, deve avere proprietà antistatiche, deve avere un inserto per l’assorbimento dell’energia nella zona del tallone e deve resistere agli oli minerali;
- S5: Equivalente alla S3 ma per calzature interamente in gomma o polimero, la classe di protezione S5 aggiunge la resistenza alla perforazione e la presenza di suola con rilievi rispetto alla precedente S4;
- S6: in questa sigla di calzature rientrano i modelli di classe I che soddisfano tutti i requisiti S2 con l’aggiunta della resistenza all’acqua dell’intera calzatura (sigla WP), non solo della tomaia;
- S7: in questa sigla di calzature sono inclusi i modelli in classe I che soddisfano tutti i requisiti di protezione S3 con l’aggiunta della resistenza all’acqua dell’intera calzatura.
Requisiti supplementari: i simboli di marcatura delle proprietà aggiuntive
Oltre alle categorie principali (SB, S1, S2, S3, ecc.), le calzature antinfortunistiche possono presentare simboli aggiuntivi che indicano proprietà supplementari, più correttamente denominati requisiti supplementari. Questi simboli sono particolarmente importanti per selezionare calzature adatte a rischi specifici e sono di grande aiuto nella scelta delle migliori calzature di sicurezza per ciascun ambito lavorativo e professionale:
| Simbolo | Significato | Descrizione |
| A | Antistatico | Resistenza elettrica tra 100 kΩ e 1000 MΩ |
| C | Conduttivo | Resistenza elettrica <100 kΩ |
| E | Assorbimento energia tallone | Assorbe almeno 20 J di energia nella zona del tallone |
| FO | Resistenza agli oli | Resistenza della suola agli oli minerali e idrocarburi |
| HI | Isolamento dal calore | Isolamento termico contro il calore |
| CI | Isolamento dal freddo | Isolamento termico contro il freddo |
| WR | Resistenza all’acqua | Resistenza all’acqua dell’intera calzatura |
| WPA | Resistenza alla penetrazione e assorbimento d’acqua | Applicato alla tomaia |
| M | Protezione metatarsale | Protezione contro gli impatti nella zona metatarsale |
| AN | Protezione della caviglia | Protezione contro gli impatti laterali sulla caviglia |
| CR | Resistenza al taglio | Resistenza della tomaia al taglio |
| HRO | Resistenza al calore per contatto | Suola resistente al contatto con superfici calde (300°C) |
| SR | Resistenza allo scivolamento | Testata su superfici ceramiche con glicerina |
| LG | Presa su scala | Progettata specificamente per l’uso su scale |
| SC | Resistenza all’abrasione del puntale | Protezione del puntale contro l’abrasione durante attività in ginocchio |
Evoluzione tecnologica: materiali e innovazioni
Il mercato delle calzature antinfortunistiche ha visto una rapida evoluzione tecnologica negli ultimi anni, con l’introduzione di materiali innovativi che hanno migliorato sia la sicurezza che il comfort. Senza dubbio, le migliori calzature antinfortunistiche e da lavoro sono quelle che racchiudono i miglioramenti più significativi sia a livello di materiali e semilavorati utilizzati sia a livello di design ed ergonomicità.
Le migliori aziende di produzione di calzature antinfortunistiche, tra cui Exena, da anni lavorano sul mix di design e tecnologia più efficiente per il miglioramento generale del comfort e della praticità d’uso, e non soltanto sui requisiti di sicurezza in senso stretto.
Puntali non metallici
I puntali in materiali compositi (come la fibra di vetro, il carbonio o altri materiali tecnici) offrono la stessa protezione dell’acciaio con diversi vantaggi:
- Hanno un peso ridotto, sensibilmente inferiore rispetto ai puntali tradizionali;
- Non sono conduttori termici, perciò forniscono un migliore isolamento dal freddo e dal caldo;
- Essendo amagnetici, non attivano i metal detector (l’ideale per operatori in aeroporti e in molti comparti dell’industria alimentare);
- Hanno una memoria elastica, cioè ritornano alla forma originale dopo un impatto senza deformarsi.
Inserti antiperforazione
I moderni inserti antiperforazione sono realizzati in tessuto tecnico o in altri filati ad alta densità ed offrono notevoli vantaggi rispetto alle tradizionali lamine in acciaio:
- La copertura è del 100% della pianta del piede (le lamine in acciaio, in conformità alla normativa, possono arrivare a coprirne generalmente l’85-90%);
- Hanno una maggiore flessibilità, rendendo la calzata e la rullata del piede molto meno difficoltose;
- Hanno un peso ridotto;
- Garantiscono un migliore isolamento termico;
- Resistono meglio alla corrosione.
Suole innovative
Le suole di ultima generazione, tra cui quelle realizzate in EVA o in poliuretano in doppia densità (come quelle delle linee Levity-X o Storm di Exena) fanno la differenza nella scelta tra le calzature da preferire, in cantiere, in catena di montaggio o in qualsiasi altro ambiente lavorativo. In Exena, dopo molti anni di studio ed innovazione tecnologica, sono stati introdotte nuove forme che tengono insieme un design innovativo ed un comfort elevato. Le migliori linee Exena di calzature antinfortunistiche hanno una suola in cui coesistono:
- un peso ridotto;
- una flessibilità migliorata;
- un eccellente assorbimento degli urti;
- un ottimo isolamento termico.
Come scegliere la categoria giusta
Scegliere la migliore calzatura antinfortunistica o di sicurezza per ciascun ambiente lavorativo è una missione ardua, ma oggi gli strumenti normativi a disposizione sono molti di più rispetto al passato ed è possibile, in modo relativamente semplificato, valutare in modo accurato tutte le alternative, soprattutto alla luce dei rischi presenti negli specifici ambienti di lavoro. I principali criteri di scelta sono riassunti qui di seguito:
- Analisi dei rischi nell’ambiente di lavoro:
- Presenza di oggetti pesanti che potrebbero cadere dall’alto;
- Presenza di oggetti taglienti o appuntiti sul pavimento;
- Presenza di liquidi (acqua, oli, prodotti chimici);
- Condizioni delle superfici (regolari, irregolari, scivolose);
- Esposizione a condizioni ambientali specifiche, più o meno intense (come il caldo, il freddo o l’umidità)
- Tipologia di mansione svolta e livello di comfort richiesto: per lavori che richiedono molte ore in piedi il comfort diventa un fattore cruciale, importante almeno quanto la classificazione di sicurezza o i requisiti supplementari della calzatura stessa. In questi casi, ridurre l’affaticamento è fondamentale ed è importante scegliere una calzatura che sia quanto più leggera e flessibile. Una volta determinata la classe di protezione necessaria, la scelta va inevitabilmente verso modelli leggeri, flessibili ed ergonomici
- Requisiti specifici del settore: alcuni settori hanno requisiti specifici legati al clima, alle condizioni ambientali o alle attrezzature utilizzate (ad esempio, l’industria alimentare può richiedere calzature lavabili o quella siderurgica può richiederne di resistenti al calore intenso). In ogni caso, per questo tipo di necessità lavorative subentrano nella scelta le protezioni aggiuntive (riconducibili ai requisiti supplementari come HI, CI, WR,…)
- Preferenze personali e adattabilità: prima di essere un DPI, la calzatura è un indumento e, come tale, deve adattarsi correttamente al piede dell’utilizzatore. Ogni modello ha la sua vestibilità, e diverse forme e stili possono essere più o meno confortevoli per persone diverse. Exena, grazie alla gamma ampia e profonda di articoli, è in grado di intercettare le più disparate necessità di calzata, di comodità e anche di stile e di colore.
Verso il futuro: sostenibilità e design
Il settore delle calzature antinfortunistiche sta evolvendo non solo in termini di prestazioni tecniche, ma anche rispetto a nuove esigenze del mercato. Oggi, la scarpa da lavoro non è solo uno strumento importante ai piedi dei lavoratori, ma è anche un oggetto che racchiude valori e priorità.
Sostenibilità ambientale
Il più contemporaneo ed innovativo tra i valori concettuali che Exena persegue, anche in virtù del conseguimento della certificazione ISO 9001, è l’ecosostenibilità. Questa si concretizza attraverso alcuni passaggi essenziali:
- in primis, la progettazione e creazione di linee ecosostenibili, come evidenziato dal claim “Exena green”, che identifica una nuova filosofia di compatibilità con l’ambiente;
- l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, inoltre, si è rivelato indispensabile per la realizzazione di alcuni modelli (o parte di essi) già presenti in gamma;
- la digitalizzazione dei processi è oggi fondamentale sia in ottica di salvaguardia ambientale che di efficientamento dei processi;
In definitiva, come progetto di lungo termine, l’obiettivo è ridurre il carbon footprint sia di produzione che di tutte le funzioni aziendali, abbattendo le emissioni di CO2 nell’aria attraverso l’implementazione di processi produttivi a basso impatto ambientale e l’utilizzo di prodotti e semilavorati meno inquinanti.
Design e estetica
L’aspetto estetico sta assumendo un’importanza crescente nel settore delle calzature antinfortunistiche. In particolar modo, i migliori modelli di calzature antinfortunistiche e da lavoro incarnano una nuova attenzione all’estetica e al design mai riscontrata in precedenza, ed è per questo che i produttori più attenti ai trend attuali, tra i quali Exena è stabilmente presente, hanno avuto la lungimiranza di introdurre elementi di design ispirati alle calzature sportive e casual, ponendo maggiore attenzione ai colori e alle finiture e sviluppando linee specifiche per diversi settori con stili dedicati (come ad esempio la linea Raptor, ispirata al mondo delle automobili gran turismo e pensata per l’industria dell’automotive).
Exena ha posto, nel corso degli anni, una particolare enfasi su questo aspetto, come dimostrato dal recente rebranding che ha come obiettivo di fondere sicurezza e stile in un connubio mai visto prima nel settore.
Conclusioni: oltre le sigle
Le sigle S1, S2, S3 e le altre classificazioni costituiscono un sistema standardizzato essenziale per orientarsi nel mondo delle calzature antinfortunistiche. Tuttavia, è importante ricordare che queste categorie rappresentano requisiti minimi, e molti produttori come Exena offrono caratteristiche aggiuntive che possono migliorare significativamente la sicurezza e il comfort.
La scelta ottimale di una calzatura antinfortunistica richiede una comprensione approfondita non solo delle sigle normative, ma anche delle specifiche esigenze dell’utilizzatore e dell’ambiente di lavoro. Un’adeguata formazione sull’importanza e sull’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale, combinata con calzature che rispettano gli standard più elevati, rappresenta la strategia migliore per garantire la sicurezza sul lavoro.
È fondamentale ricordare che, indipendentemente dalla categoria scelta, le calzature antinfortunistiche devono essere sottoposte a controlli regolari e sostituite quando mostrano segni di usura significativa, per garantire che continuino a offrire il livello di protezione previsto dalla normativa.
